Assembramenti all’alba a Panzano La preoccupazione dei sindacati

Fincantieri richiama al senso di responsabilità individuale «Consegna Msc Seashore a fine mese: c’è più personale»
Tiziana Carpinelli



Già nei giorni scorsi a Panzano iniziava a serpeggiare l’ansia tra i residenti, ma ora anche i sindacati confessano «preoccupazione» e prendono posizione sugli assembramenti che nelle ultime due settimane si stanno verificando ai varchi della Fincantieri. In particolare all’ingresso del primo turno, infatti, si crea calca di operai, dediti alla trafila del termoscanner, un obbligo correttamente imposto ai fini della prevenzione anti Covid-19. L’orario “caldo” si colloca tra le 5.20 e le 6.30. La variante delta incombe e si teme una recrudescenza dei contagi in città.

Ma l’azienda navalmeccanica sottolinea come non abbia mai lesinato, fin qui, provvedimenti e misure a contrasto della pandemia. Tant’è che nonostante la vasta popolazione operaia non si è mai arrivati ai plurimi focolai registrati per esempio allo stabilimento di Marghera. Il fatto è che la realizzazione di Msc Seashore è alle ultime battute e, al solito, il numero di addetti si è “gonfiato” per l’allestimento finale: si procede a ritmi sostenuti e ciò può determinare congestione, come ammette la stessa azienda. Che sta «cercando di rintracciare le soluzioni, tre o quattro ora al vaglio, per mitigare la situazione». Però, ferma restando la prevenzione attuata, Fincantieri rileva come in ultima analisi spetti sempre all’individuo vigilare e adottare le condotte più opportune.

Ieri, intanto, il comunicato unitario di Fim, Fiom e Uilm, con cui si esprime «forte preoccupazione per l’assembramento che ultimamente si crea all’entrata e in particolare al termoscanner». Finora le condizioni erano rimaste sempre sotto controllo, grazie alla scelta condivisa dal tavolo Covid, dove figurano peraltro i rappresentanti dei lavoratori, di scaglionare le entrate per evitare rischiosi assembramenti, sia all’ingresso che all’interno del cantiere. Tuttavia da un paio di settimane, come annotano le Rsu, «l’azienda, evidentemente per motivi produttivi, ha scelto unilateralmente di spostare gran parte degli addetti alle diverse lavorazioni nel primo turno, creando, di fatto, una situazione di forte disagio perché si creano file che costringono le lavoratrici e i lavoratori a lunghe code e attese, prima davanti al termoscanner e poi all’entrata della costruzione in allestimento».

«Come Rsu – spiegano Fim, Fiom e Uilm – abbiamo più volte chiesto di risolvere la situazione. L’unica soluzione, facilmente realizzabile, sarebbe quella di differenziare le entrate, sia per ovviare al disagio delle maestranze, dirette e indirette, sia per scansare le possibili conseguenze al dilagare della varianti, pericolosamente in avanzata sul Paese». «Chiediamo pertanto all’azienda – terminano – di trovare subito una soluzione affinché sia risolta definitivamente uno scenario che sta, giorno dopo giorno, diventando sempre più ingestibile e pericoloso». —

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