Assolti gli otto imputati per lo schianto mortale contro il guardrail in Gvt

L’incidente nel febbraio 2011. A processo funzionari dell’Anas e dell’ex Provincia. La vittima, Cristina Angeli, aveva perso il controllo della sua auto a Trebiciano
Lasorte Trieste 21/02/11 - Carabinieri, Incidente Banne Trebiciano
Lasorte Trieste 21/02/11 - Carabinieri, Incidente Banne Trebiciano

TRE SETTIMANE FA L'IMPATTO FATALE A TOMMASO IESU, ANCHE LUI 21ENNE

Trieste, incidente autostradale: il 21enne triestino non ce l'ha fatta

TRIESTE Tutti assolti gli otto funzionari dell’Anas e dell’ex Provincia, ora in Regione, accusati di omicidio colposo per la morte di Cristina Angeli, la ventunenne che la sera del 21 febbraio del 2011 si era schiantata con la sua Y10 contro un guardrail, a Trebiciano, all’imbocco della grande viabilità. Secondo la tesi del pm Massimo De Bortoli, titolare del fascicolo, gli imputati non avrebbero effettuato i necessari lavori di messa in sicurezza del tratto stradale di Trebiciano in cui si è verificato l’incidente. 

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Lasorte Trieste 21/02/11 - Auto Incidente Banne Trebiciano

Ma per il giudice Enzo Truncellito, che ieri ha pronunciato la sentenza di primo grado, il fatto non sussiste. Non hanno alcuna colpa nella morte della ventunenne. Otto, dunque, i funzionari coinvolti. Quattro dell’Anas, ognuno con mansioni differenti nell’ente: Gianni Baldan, Giampaolo Piacentini, Mauro Ricci e Cesare Salice. Per l’ex Provincia erano stati rinviati a giudizio, invece, i dirigenti William Starc e Paolo Stolfo, la segretaria Rita Benini, all’epoca dei fatti segretario generale, e Paolo Liuzzi, responsabile dell’Unità operativa. Numerosi gli avvocati all’opera: Giorgio Borean, Mariapia Maier, Massimiliano Bellavista, Andrea e Alberto Polacco, Luciano Sampietro e Michele Godina. Era stato invece l’avvocato Giulio Quarantotto, legale di parte civile per conto dei familiari della vittima, a tirare in ballo nella vicenda giudiziaria sia l’ex Provincia (poi Regione, in seguito al passaggio di competenze, tutelata dall’avvocato Franco Ferletic) che l’Anas (difesa da legali veneti), a processo quindi come responsabili civili. 

Foto BRUNI Trieste 21 02 2011 Cristina Angeli,muore in un incidente stradale
Foto BRUNI Trieste 21 02 2011 Cristina Angeli,muore in un incidente stradale

Ma nel corso del dibattimento è stato appurato che i funzionari non hanno avuto nessuna colpa nella tragedia. E così i due enti. Cristina Angeli, come ricostruito dalle forze dell’ordine nelle ore immediatamente successive all’incidente, stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. Tre ore prima aveva finito il suo turno di lavoro al bar Vatta di Opicina. A mezzanotte lo schianto: la Y10, nell’imboccare una leggera curva, aveva sbandato. Forse per un colpo di sonno della ragazza. Il manto stradale forse era scivoloso perché quella notte pioveva. Il guardrail si era infilato nel cofano della vettura come una lama, oltrepassando l’abitacolo da una parte all’altra e arrivando fino al bagagliaio. Senza però sfiorare la giovane.

Uccisa dal guard rail, parte il processo

A causare il decesso era stata invece la violenza dell’impatto. Ma il padre della vittima, Stefano Angeli, aveva avanzato dubbi proprio sul guardrail, realizzato dall’Anas negli anni Novanta quando era stato creato lo svincolo di Trebiciano. Dagli accertamenti emersi durante il processo, in effetti è stato constatato che la barriera contro cui era andata a sbattere la ventunenne non era posizionata regolarmente sul ciglio di quel tratto di strada: qualcuno l’aveva modificata manualmente, segando i pontoni che tengono il pezzo di metallo fisso al suolo e piegando il guardrail a metà. Creando così una sorta di cuspide. Chi l’aveva fatto? Operai che eseguivano una direttiva della Provincia o dell’Anas? No. A quanto pare l’autore è probabilmente un cittadino qualunque che aveva “ritoccato” la barriera a propria discrezione, forse per riuscire a fare meglio manovra quando passava in quel punto.

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