Un astice nelle acque di Ponterosso a Trieste
Avvistamenti del genere non sono comuni. Il direttore dell’Area marina protetta di Miramare: «Può essere che sia stanziale»

Nel video l’immagine verdognola non è nitida e per riconoscere il protagonista del filmato bisogna guardare attentamente la ripresa almeno una seconda volta, poi, però, la sagoma diventa più chiara e le due chele rendono ben identificabile il soggetto: un astice.
Il crostaceo è stato avvistato l’altra sera mentre nuotava nelle acque superficiali del canale di Ponterosso e la sua presenza ha attirato la curiosità di chi si trovava nella zona; così è stato immortalato con lo smartphone e il video, attraverso le app di messaggistica istantanea, è rimbalzato di cellulare in cellulare.
Va fatta una premessa, la cosa più anomala della presenza di un astice nel Canal grande di Trieste è legata al fatto che l’esemplare, vista la prelibatezza delle sue carni, non sia stato ancora pescato e messo in una pentola. Ciò detto, rimane il fatto che avvistamenti del genere lì non sono comuni, benché la conformazione delle sponde del canale favorisca senza dubbio la presenza di questa specie di crostaceo.
«Se trova un anfratto, ci si infila», conferma Maurizio Spoto, direttore dell’Area marina protetta di Miramare spiegando che i pescatori hanno segnalato ai ricercatori un generico aumento della presenza di astici nelle acque del golfo di Trieste.
A dispetto di ciò che si può pensare, la parte sommersa del canale, con una profondità di circa un paio di metri, presenta un’ampia varietà di scelta per una tana. Se sopra la superficie le pareti appaiono con le pietre allineate, sotto hanno un andamento variegato e irregolare che può, in parte, assomigliare ad una scogliera naturale e offrire così alla fauna marina degli anfratti dove nascondersi.
A questi ipotetici ripari si possono poi aggiungere tutti gli oggetti, grandi e piccoli, caduti in acqua e che, con il passare del tempo, finiscono per accogliere gli organismi marini fungendo da base per una barriera artificiale. Ma a guardare bene, l’astice potrebbe aver trovato casa anche tra le pietre che si trovano accatastate al di sotto del ponte Curto, perfette come tana.
C’è chi pensa sia stato liberato da un animalista che lo ha acquistato in uno dei ristoranti affacciati sul canale. L’ipotesi non può essere esclusa a priori, tuttavia è solo una delle opzioni possibili. «Anche se non sembra, gli astici si spostano. Può essere che questo esemplare sia stanziale, ma non è detto che si sia spostato dal golfo. Il canale ha un problema di imboccatura, ma con le maree il ricambio d’acqua è costante», nota Spoto che poi aggiunge laconico una constatazione: «L’unica speranza è che l’astice ripreso nel video non faccia una brutta fine».
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