Aurisina, caccia ai fondi per la “casa della Pimpa”

Il Comune chiederà l’intervento di Informest, braccio operativo della Regione per ottenere contributi europei necessari al nuovo centro teatrale di Altan
Di Tiziana Carpinelli

DUINO AURISINA. Comune a caccia di fondi europei per concretizzare l’ormai ribattezzata “casa della Pimpa”, vale a dire l’immobile ottocentesco dell'ex Lega nazionale, nel più ampio intervento di recupero e riqualificazione da 5,1 milioni di euro di Aurisina cave.

Su progetto artistico di Francesco Tullio Altan, il papà della famosissima cagnolina a pois rossi, il fatiscente involucro di mattoni oggi di proprietà della Provincia dovrebbe infatti diventare il nuovo centro teatrale (Tau) del borgo, per il quale si delinea un deciso maquillage e il riuso dell’ex cava Pizzul.

Se n’è discusso in commissione Trasparenza, come riferiscono il presidente Massimo Romita e il capogruppo del Pd Michele Moro. Proprio quest’ultimo, per conto dell’esecutivo, annuncia una novità: il “coinvolgimento di Informest, braccio operativo della Regione, per la ricerca di fondi europei con cui finanziare l'intero progetto”, oltre all’intenzione di “percorrere la strada dei Gal”.

«Non ci sono altre vie - dice - e il recente rilevamento dell’immobile a costo zero da parte del Comune va in tale direzione: se non si è assegnatari della struttura, infatti, non si ha titolo a esigere i finanziamenti e, mettendo già a disposizione l’ex Lega nazionale, la Provincia vuole che sia l’ente locale a farsi parte attiva nell’operazione». Ma non sono solo rose e fiori. Durante la seduta sono infatti emersi alcuni scogli, in primis, come riportato da Romita - il quale però ha anche riscontrato “finalmente un sereno e costruttivo clima nella prima Trasparenza del nuovo corso” -, il fatto che “l’ampliamento della struttura teatrale è previsto su una casa privata e dunque, una volta ottenuti i fondi, il Comune dovrà acquistarla: gli uffici non ne sapevano nulla”.

Non solo, tale estensione non è prevista sui documenti della Variante e quindi si dovrà passare per il consiglio. Di positivo, come da entrambi i consiglieri rilevato, c’è che la commissione ha voluto sottolineare all’unanimità “l’obbiettivo finale che è il recupero della struttura chiusa dal 1999”, poiché è atteso con ansia dalla comunità.

«Abbiamo voluto mettere da parte le polemiche – così Romita - e il mancato sviluppo, da parte della Provincia, del progetto della Casa delle libere età, che aveva visto nel 2005 un recupero con un preventivo di 1,9 milioni di euro. Fondi che fino al 2006 erano a bilancio di palazzo Galatti. L’attuale progetto è di per sé l’insieme dei piani che nel corso degli anni sono stati predisposti per il recupero e la valorizzazione di Aurisina Cave, vedi anche l'intervento sulla cava»s.

Si è dunque esaminata l’ultima delibera della giunta che ha visto “da una parte i pareri contrari degli uffici e dall’altra un richiamo del segretario comunale agli stessi per la mancanza di atti”. Delibera che, come sottolineato da Moro, “conferma la volontà politica di arrivare al recupero dell’immobile: ora si dovrà procedere, col prossimo bilancio di previsione, a inserire il piano di fattibilità del progetto nel Piano triennale delle opere”.

Altra intenzione: riscrivere l'accordo di programma estendendo tra gli attori la Regione. Non corrisponde al vero, invece, stando a Romita che “il Comune non avrà spese per l’immobile, come asserito dal sindaco, poiché fino a oggi ogni contributo regionale è stato concesso su tranche ventennale, con la necessità quindi di accendere un mutuo per il quale sono previste per esempio le spese degli interessi”.

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