Auto in fuga dalla Slovenia fermata in centro
Si è concluso davanti alla piscina Bruno Bianchi in largo Irneri, a poche centinaia di metri dalle Rive, l’inseguimento tra una macchina con targa italiana guidata da un pachistano e carica di migranti e una pattuglia della Polizia slovena. Si tratta del secondo episodio in pochi giorni: il 14 giugno, infatti, un’altra vettura era stata fermata sempre dalla polizia di oltre confine vicino al centro commerciale Torri d’Europa.
L’inseguimento di ieri è iniziato alle tre di notte, quando la pattuglia slovena all’altezza di Kozina ha cercato di fermare una macchina con targa italiana. L’autista - un cittadino pachistano con regolare permesso di soggiorno in Italia, come è stato appurato in seguito - alla vista dei lampeggianti invece di accostare ha accelerato, tentando la fuga sull’autostrada A1 e poi sul raccordo di Rabuiese, valico dal quale è entrato ufficialmente in Italia. Sulla Grande viabilità il momento più pericoloso con il pachistano che ha iniziato a zigzagare a forte velocità impedendo alla polizia di fermarlo.
Appena arrivato in largo Irneri la macchina si è fermata e alcuni migranti, tre secondo le ricostruzioni della polizia, sono scappati a piedi. Altri due, un cittadino pachistano e un bengalese, sono stati trovati chiusi nel bagagliaio. Sul posto, oltre agli agenti sloveni, anche i colleghi della Questura triestina.
Si tratta, come detto, del secondo inseguimento in pochi giorni che le forze dell’ordine della vicina Repubblica concludono in Italia. Nel primo era stato fermato un altro passeur nelle vicinanze del centro commerciale Torri d’Europa, in quel caso grazie anche all’intervento di una guardia giurata. La polizia slovena ha intensificato i controlli e da venerdì a ieri mattina nella zona di Ilirska Bistrica, Kozina e Capodistria sono stati intercettati 34 migranti in prevalenza pachistani. Venti sono stati riconsegnati alla Croazia mentre quattordici hanno fatto richiesta di protezione internazionale nella vicina repubblica. —
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