Bagnoli Superiore invasa dalle auto Il Premuda nel mirino dei residenti

Le famiglie che abitano in zona rialzano la voce contro la “sosta selvaggia” vicina al rifugio: «In caso di bisogno i mezzi d’emergenza non passano» 

IL CASO



Si rialza, con toni polemici mai raggiunti in passato, la protesta dei residenti di Bagnoli Superiore contro gli automobilisti che parcheggiano lungo la strada che porta al Rifugio Premuda, tradizionale porta della Val Rosandra.

Il problema è noto da tempo, ma sembra che l’estate del 2019 debba essere catalogata come quella nella quale la denunciata “indisciplina” degli automobilisti stessi ha raggiunto il parossismo.

«Non ne possiamo più – si sfogano i residenti – perché ci sono momenti, soprattutto nei fine settimana, in cui la strada vede due ininterrotte file di vetture parcheggiate ai lati. Oltre al fatto che chi si comporta così viola palesemente sia il divieto di accesso alla zona, riservata ai residenti, sia quello di sosta indicato sul posto, va anche considerato – aggiungono – che, in questa maniera, si crea una situazione di pericolo per tutti. Dovesse rendersi necessario l’intervento di un mezzo d’emergenza, per un malore, un fuoco o un incidente – sottolineano gli abitanti di Bagnoli Superiore, frazione che conta una sessantina di famiglie – l’accesso sarebbe pressoché impossibile o comunque molto difficile».

Il problema in questione è comunque noto da tempo all’amministrazione comunale di San Dorligo della Valle, ma il sindaco Sandy Klun ha sempre spiegato che i vigili in forza al Municipio sono pochissimi e che non possono sorvegliare costantemente la zona. Un fattore sul quale contano evidentemente quanti si fanno “beffe” dei divieti. Si era pensato anche a un sistema di videosorveglianza a distanza, ma i costi sono elevati e il risultato non è sempre garantito.

Recentemente poi il rifugio Premuda sembra sia diventato un punto di ritrovo per molti giovani. «Si organizzano concertini, feste, serate – riprendono i residenti – e questo implica un considerevole afflusso di persone».

«Il che andrebbe anche bene – concludono – perché ciò significa che la Val Rosandra torna a essere una meta “preferita”, ma questo non deve tradursi in un diffuso, e maleducato, vezzo di parcheggiare laddove non si dovrebbe».—



Riproduzione riservata © Il Piccolo