Barcolana, spunta il Vajont dentro il Salotto Vienna

Nel programma inserita d’ufficio la mostra della Soprintendenza già vista a Trieste Il curatore Weishäupl: «Sceglie la società velica». Cosolini: «Non so cosa c’entri»
Salotto Vienna
Salotto Vienna

“Vajont: paesaggio e architettura a cinquant’anni dal disastro”. Una mostra itinerante della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia e del Mibac (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) che non si ferma anche se gli anni dal disastro sono diventati ormai quasi cinquantuno. La mostra, curata della soprintendente Maria Giulia Picchione inaugurata ad Erto, nella sede storica del Municipio il 4 ottobre 2013, è finita dentro il Salotto Vienna (Salone degli Incanti, ex Pescheria) che riaprirà venerdì 3 ottobre per la Barcolana. Cosa c’azzecchi la tragedia del Vajont con il Salotto Vienna e soprattutto con la Barcolana è un mistero difficile da decifrare persino ricorrendo alla teoria dei sei gradi di separazione.

Nessuno riesce a fornire una spiegazione logica. O meglio tutti se ne lavano le mani. Oggi ci sarà la presentazione del programma e sveleranno i contenuti di Salotto Vienna versione marinara. Comune di Trieste, che ha messo a disposizione il salotto viennese (reduce dai Gusti di frontiere di Gorizia), non ne sa niente. «Non mi occupo di questo. Non so nulla del Vajont. Non so cosa c’entri. È la Barcolana con il curatore a scegliere i contenuti» fa sapere il sindaco Roberto Cosolini. «Ci saranno varie cose là dentro. Stiamo sistemando tutto quanto. Sono previste varie mostre. È tutto della Barcolana. Non so nulla del Vajont», anticipa Jürgen Weishäupl, curatore e produttore del Salotto Vienna. Tutta colpa (o merito) della Barcolana, insomma.

La società velica di Barcola e Grignano non ha saputo dire di no alla mostra della Soprintendenza quanto si è rivolta per avere i permessi necessari per il Villaggio Barcolana sulle rive. E la Picchione, che aveva già piazzato la mostra a Trieste a febbraio (nell’aula del Consiglio regionale di piazza Oberdan), ha colto l’occasione della firma dell’autorizzazione dei gazebo per conquistarsi la ribalta della Barcolana. «Ci saranno diversi spazi espositivi. Una parte dell’ex Pescheria sarà dedicata a come nasce una barca. E il progetto più importante dentro il Salotto Vienna. Costruiremo una barca durante la Barcolana», prova a distrarre l’attenzione il presidente Mitja Gialuz. E costruire una barca dentro il Salotto Vienna, ci può stare. Ma il Vajont a 51 anni dal disastro? Non è fuori luogo oltre che di cattivo gusto? «La mostra sul Vajont? Stiamo valutando diverse iniziative. Il programma verrà reso noto domani (oggi, ndr). Basta aspettare un giorno. Nessun problema, nessuna pressione da parte di nessuno», assicura Gialuz.

Ma come vedrebbe il presidente della società velica una mostra sul Vajont dentro il Salotto Vienna per la Barcolana? «Non posso rispondere. Questa iniziativa è organizzata assieme al Salotto Vienna. E quindi sarà il Salotto Vienna a valutare se inserirla o meno. Io non mi sento responsabile se non per quello che attiene il programma del mare. Il padrone di casa all’ex Pescheria è il Salotto Vienna. Per quello che condivideremo con Jürgen Weishäupl ci sarà un bel contenuto in un bel contenitore» è la risposta diplomatica di Gialuz.

Un bel contenuto in un bel contenitore. Nessuno però vuole attribuirsi la paternità della mostra del Vajont che sta girando da due anni in Regione con la Picchione presente ad ogni inaugurazione. Oltre che a Longarone, Erto e Casso è stata a Udine, Pordenone, Gorizia, Palmanova, San Vito al Tagliamento, Venzone,. Fino al 6 luglio scorso era allestita a Grado, alla sala piscina della Git. L’acqua è l’elemento unificante di una tragedia che il 9 ottobre 1963 ha provocato 2mila morti. Il 9 ottobre al Salotto Vienna si celebrerà la ricorrenza , 51 anni dopo. Così ha preteso la signora Picchione. Amen.

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