«Basta attacchi pretestuosi Pretendiamo il rispetto»

«I continui attacchi pretestuosi e strumentali dimostrano che si è sempre pensato alla Fondazione come strumento “di qualcuno” e non “di e per il territorio”. Ma va ribadito, una volta di più, che le Fondazioni non hanno bisogno di consenso, ma di rispetto. E varie volte, da parte di tanti oggetti, questo rispetto è venuto meno: rispetto che è quello che, a gran voce, chiediamo per tutto quello che stiamo facendo per il territorio, senza discriminante alcuna se non quello della qualità della coerenza con la nostra visione, con la nostra identità che non divide e innalza muri ma espande le potenzialità».

È stata una relazione graffiante quella di Roberta Demartin in cui si è liberata di più di qualche sassolino finito nelle scarpe: una relazione letta durante la riunione del Consiglio di indirizzo dedicata al bilancio, approvato all’unanimità. E ha ribadito che tutto il lavoro svolto «ci dà maggior forza e sicurezza nel rispondere a critiche spesso ingenerose se non, addirittura, basate su falsità. È compito di ognuno di noi lottare contro i professionisti delle calunnie. E ciò non è semplice».

Chiusa la parentesi polemica, Demartin ha quindi voluto sottolineare come la Fondazione sta diventando «punto di riferimento per una programmazione sovra-territoriale che ha ricadute su tutta la comunità isontina. Abbiamo cercato di agire su più versanti per convogliare soggetti differenti e risorse economiche eterogenee verso un unico fine, a beneficio di tutti. Un esempio per tutti: “Fondazione Carigo green”, strumento di pianificazione strategica che coinvolge attivamente la nostra comunità nel definire un programma di interventi che, riunendo globale e locale, storia e innovazione, imprenditorialità e attenzione al sociale, sia volto a progettare il proprio sviluppo futuro, aiutando il territorio a crescere insieme.- E proprio nell’impostare le progettualità di “Fondazione Carigo green” abbiamo toccato con mano l’oggettiva difficoltà degli enti pubblici responsabili dei servizi, nei diversi rami di intervento, ad adottare su larga scala innovazioni che portino efficienza ed efficacia nel medio periodo. Questa constatazione ha confermato l’importanza, da parte nostra, di fare un passo in più, di lavorare attivamente perché l’innovazione diventi cambiamento, cioé metta radici e migliori i processi e i servizi per i cittadini, facendoci carico anche della fase di estensione e diffusione delle innovazioni».

La presidente Demartin, last but not least, ha voluto rimarcare come la Fondazione debba lavorare sempre più «affinché rafforzi il suo ruolo autonomo e autorevole come agente di sviluppo del nostro territorio. Una grande responsabilità ma anche una grande opportunità». —

Fra.Fa.

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