Battistero salvato dall’acqua Prima fase del restauro chiusa

L’ondata di maltempo aveva danneggiato ulteriormente il luogo di culto Presentato il risultato dei lavori. Ma per le cerimonie bisogna attendere ancora



Di anni il battistero ne ha ben 1449 e nel corso della sua lunga vita qualche malanno evidentemente lo ha avuto tanto che, per citarne uno, il pavimento musivo è stato più volte restaurato. Negli ultimi anni, però, la situazione si era aggravata e di interventi da fare ce n’erano diversi anche pensando a uno stato conservativo futuro.

Il problema più rilevante è sempre stato quello delle infiltrazioni che avvengono ogni qualvolta si presenta l’acqua alta. Non parliamo poi dei momenti di emergenza, come l’ultima furiosa ondata di maltempo, del 12 novembre scorso, quando, all’interno del battistero , sono stati registrati ben 45 centimetri di acqua. La paura era che tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi fosse stato reso vano. Fortunatamente la situazione si è stabilizzata quasi del tutto, ma si dovrà attendere ancora per poter utilizzare il battistero appieno come luogo di culto con la sua fonte battesimale.

In questo periodo le apparecchiature che sono state installate hanno il compito di prosciugare ancora tutta l’acqua, perlopiù di mare, che è penetrata sia nel pavimento e sia nei muri. L’apertura vera e propria è prevista per la primavera prossima, ma intanto ieri le porte si sono nuovamente spalancate (le ha aperte l’arciprete di Grado monsignor Michele Centomo) e si è potuti entrate all’interno. Poco prima, dinnanzi a tanta gente, sono intervenuti diversi oratori, a partire dalla presidente del Rotary Monfalcone-Grado, Lucia Capresi. È stato proprio il Rotary a darsi da fare per arrivare alla ristrutturazione, sia per l’aspetto tecnico (ci hanno pensato i professionisti che sono anche soci), sia autorizzativo, in particolar modo con la Soprintendenza ma anche con la Curia, e sia per finanziare l’intervento, costato oltre 50 mila euro. Fondi che, oltre che dal Rotary, sono stati coperti anche da alcuni sponsor come la Bcc di Staranzano e Villesse. Un intervento che è nato sulla spinta di uno dei soci, il gradese Alide Dovier, e che è stato portato avanti da tre presidenti, Carlo Del Torre, Francesco De Benedittis e per ultima Lucia Capresi. Alla cerimonia è intervenuto anche il sindaco Dario Raugna che ha fatto riferimento al valore socio-culturale della struttura di culto e del valore civico dell’iniziativa. Delegato dal vescovo, a tenere l’intervento ufficiale della Diocesi di Gorizia, è stato il vicario generale ed ex parroco di Grado, monsignor Armando Zorzin: «L’arte sacra ha lo scopo di far leggere la presenza del Divino», ha detto, ricordando che la forma ortogonale del battistero si rifà alle 8 Beatitudini, mentre la fonte battesimale interna è esagonale poiché « il sesto giorno sono stati creati l’uomo e la donna». Presenta anche l’assessore regionale Sebastiano Callari. Essendo Grado «un vanto per il Friuli Venezia Giulia», l’assessore ha ricordato come il patrimonio sia da sei mesi di sua competenza. In quest’ottica, ha aggiunto, la sua intenzione è «far sì che anche la Regione si faccia carico di certe problematiche». Poi ha invitato il sindaco Raugna a contattarlo. E prima dell’apertura dei cancelli un breve intervento è stato tenuto anche dal presidente del Triveneto dello stesso Rotary. —



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