Benvenuti: «Trieste abbracci i suoi campioni olimpici»
Cassio: «Ritroviamoci in un bel bar della città» Zerial si prepara ai tricolori
di Francesco Cardella
di Francesco Cardella

Margherita Granbassi con i genitori
TRIESTE «Gli atleti che ritornano dalle Olimpiadi possono essere paragonati agli eroi reduci dalle antiche guerre. Trieste si ricordi degnamente di loro, con i giusti onori».
Nino Benvenuti, ex campione del mondo di boxe dei pesi medi da professionista e medaglia d'oro ai Giochi di Roma nel 1960 (nei welter), non lesina toni epici per sottolineare l'importanza del clima post Olimpiadi, il momento della accoglienza e del bilancio: «Spero Trieste organizzi una festa all'altezza, coinvolgendo tutti ma soprattutto mettendo in primo piano i valori autentici dei Giochi, che forse ultimamente sono stati smussati. Le Olimpiadi sono un modo per valutare un Paese - ha aggiunto Nino Benvenuti - un parametro per constatare quanto e come si è investito a favore soprattutto dei giovani. I Giochi credo siano una vetrina di una forma di prodotto, su cui si è lavorato per anni, con costanza. Una volta inoltre gli olimpici al ritorno venivano onorati in modo più intenso - ha ribadito l'ex campione del mondo - tributando loro anche dei privilegi importanti o delle cariche sociali di rilievo. Questo credo sia passato in secondo piano ma per noi l'importante è constatare come le spedizioni italiane alle Olimpiadi vedano sempre una massiccia presenza di atleti triestini. È sempre stato così - ha sottolineato - a dispetto della ridotta densità demografica la nostra provincia non si è mai smentita. Ben venga quindi questa festa per gli olimpici, totale, se vogliamo coinvolgere anche gli altri atleti della regione - ha concluso Benvenuti - ma che omaggi degnamente gli "eroi" di Trieste».
Una soluzione alternativa e originale la offre il nuotatore Nicola Cassio: «Perché non facciamo la festa di ritorno in un bel bar della città? - ha affermato divertito l'atleta triestino - ben vengano momenti simili, di solito rari nell'ambiente sportivo, dove è possibile interagire con altri atleti, scambiarsi le impressioni e magari sentire il coinvolgimento della città. Alle feste di accoglienza o appuntamenti simili devo però dire che la sezione triestina degli Azzurri d'Italia ci ha abituati da tempo - ha aggiunto l'azzurro di nuoto - il nostro presidente Marcella Skabar sente il clima e ci tiene a mantenere il gruppo, anche con occasioni simili. Una cerimonia dopo la partecipazione a Pechino credo venga apprezzata da tutti, al di là del modo con cui vogliamo organizzarla. L'estensione anche agli atleti regionali? Ma sì - ha concluso Nicola Cassio - non bisogna precludere un momento simile a nessuno».
Appena tornato da Pechino il canoista Michele Zerial non ha avuto un momento di vero relax, anzi. L'atleta triestino è chiamato a giorni ad affrontare i campionati italiani (K2) mentre a settembre dovrebbe ritrovare la ribalta internazionale con i mondiali universitari, in programma a Belgrado: «Cosa che sinceramente non ho molta voglia di affrontare - ha confessato Michele Zerial -. Negli ultimi mesi di lavoro avevo impostato tutto sulla partecipazioni alle Olimpiadi e ora vorrei piuttosto ricaricarmi del tutto. Spero intanto quindi di essere a Trieste in settembre in occasione della cerimonia per noi olimpici - ha aggiunto il canoista - organizzatela come e con chi volete, credo sia indifferente lo stile. L'importante è una cosa: farla qui a Trieste».
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