Beretta: «Per problemi finanziari sarà difficile tornare ad alti livelli»

Pondexter, Ardessi, Riva, Mian. Sono solo alcuni dei campioni che hanno militato nelle fila del basket goriziano negli ultimi decenni del secolo scorso. La storica Pallacanestro goriziana, ora...

Pondexter, Ardessi, Riva, Mian. Sono solo alcuni dei campioni che hanno militato nelle fila del basket goriziano negli ultimi decenni del secolo scorso. La storica Pallacanestro goriziana, ora fallita, vanta più di venti stagioni in serie A, collezionate fino al 1999, ultima partecipazione alla massima serie.

E' inimmaginabile pensare che solo 18 anni fa la nostra città ospitava una squadra piena di talenti, capace di lottare per la promozione in serie A contro squadre del livello di Benetton Treviso.

Dopo il fallimento dell'Ardita lo scorso anno, in città rimane solamente l'Usg, in serie C Silver. Più rassicurante è la situazione in provincia, con la Falconstar Monfalcone in C Gold. Riusciremo mai a rivedere una squadra isontina lottare per la promozione in massima serie?

«Il progetto della Nuova Pallacanestro Gorizia - sostiene Andrea Beretta, ex allenatore della serie B goriziana - tentativo di rinascita dopo la vendita del titolo sportivo a Pesaro, è fallito principalmente per motivi economici: per partecipare a una serie B ci vuole almeno un milione e mezzo di euro e dopo il passaggio della società da Paniccia ad Agostinis i fondi per continuare a questi livelli sono mancati. In un futuro immediato - prosegue - sarà molto difficile rivedere Gorizia ad alti livelli, per problemi di natura esclusivamente finanziaria. Infatti, una scalata fino alla serie A deve essere accompagnata da ingenti investimenti. Dopo il fallimento di Let's Go Basket, programma supportato da Michele Mian, nelle giovanili manca un progetto, ma se non c'è la squadra di punta davanti è difficile costruire un settore giovanile. A Trieste con il coach Nocera riescono a richiamare giovani anche dall'esterno. Ora come ora le nostre società si disinteressano economicamente dei giovani: poco si investe, poco si ottiene».

Mattia Visintin

3C

Liceo scientifico

“Duca degli Abruzzi”

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