Bestie sequestrate in Carso affidate a Baradel

Sono un’ottantina in tutto e provengono dalla fattoria di Sartorelli a Trebiciano. Più ricoveri coinvolti
Bonaventura Monfalcone-14.12.2013 Iniziative natalizie-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-14.12.2013 Iniziative natalizie-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Circa ottanta animali, tra i quali persino un cammello, tre lama e una bufala, sono stati sequestrati giovedì scorso nella fattoria di Trebiciano di Igor Sartorelli e in parte trasferiti nel Centro di recupero della fauna selvatica di Terranova. A presentarsi nelle prime ore del mattino, nella struttura sul Carso triestino, sono stati gli uomini del Noava, il Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale della Regione, che su mandato della Procura della Repubblica di Trieste hanno lavorato per l’intera giornata per caricare tutti gli esemplari su dei camion e trasferirli a Terranova e in altre strutture idonee in provincia di Udine. A Sartorelli viene contestato il presunto maltrattamento degli animali, che non sono stati trovati in condizioni idonee rispetto a quanto disposto dai diversi regolamenti che definiscono i parametri per la detenzione, la cura e il benessere degli animali.


La Procura si è mossa a fronte di una denuncia sporta da un privato. «Non abbiamo ancora accesso al fascicolo e di conseguenza non siamo a conoscenza dei dettagli», spiega l’avvocato Cristina Crevatin, che, assieme alla collega Sara Vermigli, difende Sartorelli. Fatto sta che da ieri in quella fattoria, che ospitava animali di ogni tipo, sono rimasti solo i cani e il cammello Paolino, affidato per ora in custodia allo stesso Sartorelli. Le dimensioni dell’animale e il fatto che l’esemplare sia in calore, e dunque di difficile gestione, hanno reso complicate le operazioni di trasferimento. Il personale del Noava provvederà al suo trasporto nei prossimi giorni. Animali come il cammello Paolino o l’asino Cesare sono molto conosciuti, anche a Monfalcone, dove pochi anni fa sono stati protagonisti di un presepe vivente. Nel dettaglio, nella struttura di Trebiciano il Noava ha messo sotto sequestrato tre lama, un cammello, 18 galline, 12 conigli, una bufala, 15 maialini, due cavalli, un asino, eppoi capre, pecore, cocoriti e tacchini.


Al centro faunistico di Terranova sono accolti i tre lama, la bufalina e i 12 conigli. Nella stessa struttura di Damiano Baradel, lunedì prossimo, verrà portato anche il cammello Paolino. «Mi sento perso, io voglio bene a quegli animali, ci sono le cavalle e l’asino che vivono con me da una vita e che mi sono affezionati», dichiara lo stesso Sartorelli, che negli anni ha subito diversi controlli anche da parte dell’Azienda sanitaria e della Forestale, senza che venissero mai adottati nei confronti della sua nutrita fattoria provvedimenti di questo tipo. «La nostra struttura era completamente all’oscuro dell’operazione», dichiara Corrado Adatangelo, direttore della Struttura complessa di Sanità animale dell’AsuiTs. «Hanno trovato delle carcasse di gallina – sostiene Sartorelli – ma da me gli animali vivono liberi e in zona girano anche faine, volpi. Hanno trovato alcuni ricoveri sporchi di letame ma sono arrivati prima che io iniziassi, come faccio giornalmente, a governare quei giacigli». «Hanno portato via tacchini da 26 chili – aggiunge Sartorelli – il che significa che le bestie non erano trascurate, semplicemente alcune sono anziane, come le cavalle di 37 anni, e ovviamente possono avere degli acciacchi». Tutti gli altri animali, le capre, le pecore, i cavalli, l’asino e i maiali sono stati trasferiti in stalle e realtà anche private del Friuli. Nessun esemplare ha trovato ricovero in provincia di Trieste. «Alcuni animali non volevano essere portati via – riferisce l’avvocato Crevatin – e Sartorelli ha collaborato fattivamente per farli entrare nel camion che li ha trasferiti. Faremo il possibile per trovare una soluzione per il bene di tutti».


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