Bimba morta sull'A4 indagato il nonno

A provocare la fuoriuscita potrebbe essere stato un colpo di sonno
di Corrado Barbacini
Il luogo dello schianto a Palmanova, lungo la corsia dell’A4 verso Trieste, è segnato da un mazzo di fiori. Il guard rail in quel punto non c’è. È lì che domenica alle 13 è morta Dominique Franchi. Aveva appena 4 anni. Nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, è riportato il nome di Paolo Murnig, il nonno della bambina. Un atto dovuto per una morte assurda.


Tutto è accaduto in una frazione di secondi: la piccola era seduta sul seggiolino fissato al sedile posteriore della Golf condotta dal nonno di 78 anni. Vicino sedeva la nonna, Gisela Bruker, 75 anni. Stavano tornando a Trieste nella casa di via del Lloyd 2, dopo una vacanza trascorsa a Lignano con i genitori della bambina, Alessandro e Brigitta Franchi.


Quel varco maledetto senza il guard rail si trova a qualche centinaio di metri dallo svincolo di Palmanova dove la strada è dritta. È uno spazio ampio tra l’asfalto dell’autostrada e il fossato. La Golf si è spostata sulla destra e poi è rotolata nel canale. Gli agenti non hanno trovato segni di frenata sull’asfalto. Intanto ieri mattina sull’incidente mortale ha aperto un fascicolo il sostituto procuratore della Repubblica di Udine Claudia Danelon.


Gli inquirenti ipotizzano che la vettura viaggiasse a circa 120 chilometri all’ora, al di sotto dei limiti e su una strada dritta. Condizioni di piena sicurezza. Eppure l’auto ha sbandato all’improvviso. Poi è caduta con il muso in avanti e infine ha cappottato rovesciandosi prima sul tetto e poi su una fiancata. Murnig e la moglie sono praticamente rimasti illesi. Lui è uscito da solo dall’abitacolo. Ma la piccola - come hanno poi accertato i medici del 118 - ha subito nell’urto un violentissimo trauma toracico. Provocato verosimilmente dal peso dell’auto e forse dallo schiacciamento del tettuccio.


Anche ieri i poliziotti della Stradale di Palmanova sono tornati lì per capire cosa possa aver innescato la fuoriuscita. È difficile ipotizzare un guasto meccanico dell’auto dal momento che la Golf era stata immatricolata appena quattro anni fa e aveva pochi chilometri. È più facile pensare a un malore improvviso o forse a un colpo di sonno a causa del quale Paolo Murnig ha perso per un istante la lucidità mentre era al volante. Non si è accorto che la Golf si stava spostando pericolosamente verso destra. A 120 all’ora è una frazione di secondo e non ha fatto in tempo a correggere la traiettoria.


«Non capisco cosa sia successo», ha detto con l’angoscia nel cuore l’altra notte ai genitori della piccola Dominique che gli domandavano disperati della loro bambina. «Non ricorda nulla», ha raccontato ieri il genero Alessandro. E ha spiegato: «Ha un vuoto terribile nella mente. Un buco nero che copre gli istanti dell’incidente».


E allora cosa è successo? Il paradosso - lo hanno rilevato gli stessi investigatori della Stradale - è che la barriera protettiva comincia a una decina di metri dal varco attraverso il quale è fuoriuscita la Golf condotta da Paolo Murnig. Se quel tratto di autostrada fosse stato protetto da un guard rail le conseguenze sarebbero state forse meno gravi e la vettura non sarebbe finita nel fossato ma non c’è una conferma. L’unico dato certo è che tecnicamente quel tratto di A4 viene considerato non pericoloso, un’ «autostrada dolce».


Intanto la vettura è stata sequestrata come prevede la legge e depositata su ordine della procura in un centro di autosoccorso di Villesse. Non si può escludere che nei prossimi giorni la procura di Udine disponga accertamenti proprio sulla Golf. Ieri mattina Paolo Murnig è uscito di casa molto presto. È andato sull’autostrada e ha deposto un mazzo di fiori per ricordare la piccola Dominique morta a quattro anni su un’autostrada considerata sicura.

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