Blackout alla centrale dei Vigili del fuoco

Per la rottura di un trasformatore elettrico, attivati i sistemi di alimentazione alternativi. Nessun riflesso sull’attività
Lasorte Trieste 01/01/15 - Capodanno, Caserma Vigili del Fuoco
Lasorte Trieste 01/01/15 - Capodanno, Caserma Vigili del Fuoco



Un imprevisto può capitare anche a chi, per lavoro, garantisce la sicurezza: succede così che i Vigili del fuoco si dimostrino vulnerabili. Nella serata di martedì la rottura di un trasformatore ha causato un blackout alla centrale di via D’Alviano, un problema che non ha avuto ripercussioni per gli utenti, ma ha richiesto un intervento straordinario per una volta “in casa”. Il comandante Mauro Luongo spiega che «sono cose che capitano. In ogni caso abbiamo una serie di sistemi che ci consente di essere sempre operativi». Il problema si è verificato all’interno di una cabina di trasformazione della centrale elettrica. Alla fine è dovuta intervenire una ditta specializzata che ha sostituito la parte danneggiata nella giornata di ieri.

«Al momento del blocco dell’elettricità è subentrato subito il gruppo elettrogeno – spiega il comandante –, inoltre la centrale operativa e i computer sono dotati di batterie che garantiscono la piena funzionalità. Non c’è stato alcun disservizio per gli utenti che in realtà non si sono accorti di nulla». Oltre ai sistemi che forniscono energia alternativa ci sono anche dei meccanismi definiti di ridondanza che in pratica deviano le chiamate a centrali vicine che poi gestiscono le emergenze in totale sicurezza. In questo caso sono bastati pochi attimi per l’attivazione delle misure interne.

Sul fronte invece delle attrezzature il comandante conferma che gli strumenti a disposizione sono adeguati seppur non modernissimi: «Diciamo che questo black out è stato l’occasione per programmare delle manutenzioni straordinarie, gruppo elettrogeno incluso. Quest’ultimo è un macchinario che può durare anche sessant’anni, solo che chiaramente richiede controlli regolari». Nei giorni scorsi nella caserma di via D’Alviano è arrivata anche una nuova autoscala che si aggiunge ai recenti innesti di tre Aps, le Auto pompa serbatoio. «L’amministrazione nazionale – spiega Luongo – sta facendo degli investimenti importanti per il rinnovo del parco auto. L’autoscala è uno dei mezzi più costosi. Ora, grazie al recente arrivo, possiamo contare su tre autoscale, due moderne e una un po’ più vecchia che richiede manutenzione e può essere un ulteriore supporto. Certo, se uno pensasse all’ideale, dovremmo avere tutti mezzi nuovi, i nostri però lavorano e hanno un buon grado di età media: direi che non ci possiamo lamentare». —



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