Bonifiche dei siti inquinati Bando da 5 milioni di euro

Fondi europei per le zone di rilevanza nazionale e riservati agli enti pubblici L’assessore regionale Savino: a settembre riunione con i soggetti interessati
Silvano Trieste 13/04/2010 Sportello del Lavoro
Silvano Trieste 13/04/2010 Sportello del Lavoro

di Gabriella Ziani

I soldi europei rischiavano di andare persi, in gran fretta la Regione ha emesso un paio di bandi e uno riguarda le zone inquinate, comprese quelle «di interesse nazionale». Ecco che torna in ballo la depressa zona industriale, senza contare che gran parte del mare in area portuale è altrettanto perimetrata come inquinatissima e solo in piccola parte le analisi («caratterizzazioni») sono state già effettuate.

Il «Bando per la bonifica e il ripristino ambientale di siti contaminati» fa parte del programma Por-Fesr 2007-2013. Le sigle stanno a indicare rispettivamente Piano operativo regionale e Fondo europeo di sviluppo regionale. A questo asse sono destinati, di una somma complessiva per il quinquennio pari a 308 milioni, 5 milioni di euro. Esattamente quelli che la Regione ha messo a tabella, assieme ai 10 milioni statali ottenuti con accordo di programma, per il ripristino del Sin locale, affidandone la regìa all’Ezit, e sganciando così l’amara questione, dopo oltre 10 anni, dai piani ministeriali. Col famoso e contestatissimo pagamento del «danno ambientale».

Titolare degli accordi col governo (precedenti a questa drastica manovra taglia-spese) è l’assessore alle Finanze, Sandra Savino: «I soldi europei sono quelli che avevamo previsto, a settembre ci sarà una nuova riunione, che io credo definitiva, con tutti gli interessati: Ezit, sindacati, categorie. Riunioni nelle quali si fa il punto della situazione e si verifica che il processo amministrativo vada avanti». Si tratta di controllare le proprietà, le eventuali bonifiche già effettuate, o le analisi già predisposte.

Titolari di questi soldi europei, però, dice il bando la cui scadenza è il 17 ottobre (e che è consultabile sul sito della Regione e appena pubblicato in Gazzetta ufficiale) possono essere, per i Siti inquinati di interesse nazionale, tra cui in regione ci sono anche le laguine di Grado e Marano, solo ente pubblici, o Consorzi, o Autorità portuali. E devono dimostrare che la bonifica riguarda esclusivamente «progetti relativi alle aree pubbliche ricadenti in zona industriale, di proprietà dei Consorzi pubblici o Consorzi per lo sviluppo industriale, destinate a scopi strumentali e funzionali ai Consorzi stessi e non oggetto di attività economica». Tutto da vedere dunque come verrà gestito il bando a Trieste per la zona industriale, al quale comunque l’Ezit risulta titolato a concorrere. Sempreché l’ente non sia soppresso dalla manovra Tremonti prima di poter agire.

I progetti saranno ritenuti ammissibili secondo un punteggio, fino al massimo di 100 punti. La caratterizzazione e bonifica dei Sin ne vale 14. Il grado di massima cantierabilità (cioé l’avere già pronti caratterizzazioni, progetto, analisi di rischio) ne vale invece ben 40. E a Trieste tutto questo ancora non c’è. In più, sono ammissibili spese già sostenute a partire dal 2007.

La struttura di questi fondi europei destinati a progetti strategici regionali è a compartecipazione economica. «Si finanziano - dice l’assessore regionale Elio De Anna - strade, attività produttive, cultura e ambiente, e richiedono una rendicontazione entro il 2013, pena la perdita del denaro». A costituire questi 5 milioni saranno insieme Ue, Stato e Regione: 1 milione e 225 mila euro europei, 2 milioni e 650 mila dallo Stato, 1 milione e 150 mila euro dalla Regione. Il singolo finanziamento non può superare il tetto dei 3 milioni.

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