Bonus studi agli stranieri fino alla laurea

Lo prevede la nuova legge sull’immigrazione presentata dalla maggioranza. Contributi per alloggi e spazi di aggregazione
Bambini stranieri in una classa di scuola elementare
Bambini stranieri in una classa di scuola elementare

TRIESTE. Mediatori culturali in scuole e ospedali. Spazi pubblici da usare come centri di aggregazione. Assistenza sanitaria. Formazione professionale e tirocini. Insegnamento dell’italiano, ma anche fondi per l’apprendimento delle lingue d’origine degli stranieri. E, ancora, alloggi sociali e sostegno per la casa, l’arredamento e il pagamento dell’affitto. Il tutto con contributi regionali ad associazioni e onlus.

Emergenza immigrazione in Fvg, l’Anci: «Sì al piano, ma patti chiari con Roma»
I profughi davanti al cimitero di Romans

Il centrosinistra che siede in Consiglio regionale prepara la svolta sull’immigrazione con una nuova legge. Primo firmatario il Pd Franco Codega. Il poderoso provvedimento si rivolge all’intera popolazione straniera in Fvg, compresi richiedenti asilo e rifugiati: 107mila persone, il 9% dei residenti. «Assieme al Molise siamo rimasti gli unici in Italia ad essere privi di una norma», si fa notare nel testo depositato in questi giorni in piazza Oberdan.

«Della presenza degli stranieri va fatta una lettura seria», anche perché «un esame approfondito evidenzia caratteristiche molto diverse dalla percezione corrente». Il centrosinistra punta così a realizzare in Fvg «una società plurale e coesa, tale da favorire la valorizzazione delle culture di origine», contrastando «fenomeni di razzismo e discriminazione».

La carica dei profughi: 609 in tutto l’Isontino
Bumbaca Gorizia 24.05.2014 Capannone profughi iFotografia di Pierluigi Bumbaca

I numeri. 107.917 immigrati in Fvg per un totale di 53.000 occupati, il 10,6% del totale, per un gettito fiscale stimabile in 160-170 milioni di euro. Quasi il 50% lavora in alberghi, ristoranti, commercio al dettaglio, servizi alle imprese e alla persona. 13.000 badanti. «Una risorsa per la comunità», osserva la legge. Il testo si richiama ai principi del «pluralismo delle culture, del reciproco rispetto e dell’integrazione partecipe» per «rimuovere gli ostacoli che si oppongono all’esercizio dei diritti civili e sociali da parte dei migranti».

La legge Il provvedimento è firmato dai gruppi di maggioranza: Pd, Sel e Cittadini. La legge intende normare «le relazioni e le opportunità culturali degli immigrati presenti sul territorio, al fine di garantire una loro integrazione con la comunità». Integrazione, si precisa, «è sinonimo di sicurezza sociale». Anche perché, «negli ultimi mesi al problema immigrazione si è sovrapposta la questione profughi».

Scontro tra Lega e Comune sui profughi senza alloggio

E «una trattazione disinvolta di questa emergenza, soprattutto da parte dei media, ha creato non poca confusione e ha contribuito a gettare un allarme che non ha motivo di esistere». Il provvedimento nasce dopo un lungo iter di elaborazione assieme a prefetti, sindacati, amministratori locali, associazioni, Caritas ed enti di formazione. L’obiettivo è chiaro: garantire parità di accesso ai servizi e l’effettivo esercizio dei diritti, guardando «al primato della persona indipendentemente dalla cittadinanza».

Gli interventi La Regione promuoverà progetti di prima accoglienza per le persone alle quali è stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. Saranno invece i Comuni ad attuare misure di aiuto per la ricerca del lavoro e di una casa, ma anche iniziative per l’integrazione. Una sottolineatura è riservata alle politiche abitative, da favorire anche «con appositi fondi di rotazione e alloggi sociali».

Profughi, Serracchiani contro Maroni: "Ne ha il 40% in meno di quel che dovrebbe"
A sinistra, un barcone al largo di Lapedusa. A destra, un recente incontro tra Maroni e Serracchiani

La Regione, attraverso associazioni e onlus, si affiancherà per il pagamento dei lavori di manutenzione, l’arredamento e per gli affitti. L’istruzione, inoltre, sarà sostenuta pure dopo il raggiungimento della maggiore età, dunque anche l’università. Ma la Regione intende anche accompagnare il rientro degli immigrati nei Paesi di origine e il loro reinserimento. Il capitolo “corsi di formazione” spunta un po’ dappertutto nella legge, a cominciare dai mediatori culturali e dall’aggiornamento di chi lavora nella pubblica amministrazione e nelle associazioni che operano con immigrati.

Le onlus Particolare rilievo, per le finalità della norma, viene assegnato al ruolo di associazioni, onlus e cooperative. Che la Regione intende supportare per le attività di informazione, sensibilizzazione, dialogo interculturale, assistenza nelle pratiche amministrative per il rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, oltre che la prima accoglienza. In Fvg sorgerà un organismo apposito: la “Consulta regionale per l’integrazione”, con compiti di proposta per la stesura dei Piani per l’integrazione, oltre che di coinvolgimento in studi sui fenomeni migratori e sulle condizioni di vita e lavoro degli stranieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo