La carica dei profughi: 609 in tutto l’Isontino

Dati presentati dal Tavolo sull’immigrazione. Cecot: «Sono 102 i richiedenti asilo non coperti da alcuna convenzione»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 24.05.2014 Capannone profughi iFotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 24.05.2014 Capannone profughi iFotografia di Pierluigi Bumbaca

«I flussi continuano, sono incessanti». L’hanno dichiarato a più riprese volontari e operatori della Caritas diocesana che affrontano, in prima linea, l’emergenza continua dei richiedenti-asilo.

E ieri mattina in occasione del tavolo sull’immigrazione convocato dalla Provincia si è avuta l’ennesima riprova. Sono stati snocciolati numeri che parlano da soli e che inquadrano alla perfezione l’immensità della problematica dell’accoglienza. A fornirli l’assessore provinciale al Welfare Ilaria Cecot che ha presieduto il tavolo al quale hanno preso parte, fra gli altri, i sindaci (o loro delegati) dei Comuni di Cormòns, Savogna d’Isonzo, Romans d’Isonzo, Gradisca, Monfalcone, San Canzian, Turriaco, Ronchi dei Legionari. Presenti anche il direttore generale dell’Ass Bassa Friulana-Isontina Giovanni Pilati e il direttore del dipartimento di prevenzione della medesima azienda Gianni Cavallini. Il Comune di Gorizia non ha partecipato.

«Attualmente, in tutta la provincia di Gorizia e compreso il Cara di Gradisca d’Isonzo, ci sono 609 richiedenti asilo: un numero elevatissimo e che evidenzia le difficoltà che i volontari e la Caritas devono sostenere giornalmente - spiega Cecot -. Peraltro, ci è giunta notizia che il prefetto Zappalorto vuole sciogliere la convenzione con l’hotel Internazionale che oggi ospita 31 profughi. Al Cara di Gradisca ci sono attualmente 265 profughi ai quali si sono aggiunti i 46 che vengono ospitati nella tendopoli temporanea di Romans d’Isonzo».

Ma a preoccupare è soprattutto il numero sempre crescente di richiedenti-asilo non coperti da alcuna convenzione: a scanso di equivoci, i dati sono forniti direttamente dalla Caritas diocesana. «Oggi ci sono 102 persone senza convenzione: 32 hanno trovato una sistemazione al dormitorio di Piazzutta a Gorizia mentre settanta sono per strada e dormono all’addiaccio, un po’ dove capita. Questo per dire che il problema è tornato ad essere stringente», la sottolineatura di Cecot. Che aggiunge: «L’ex caserma dei carabinieri di Gabria dovrebbe essere messa a disposizione la prossima settimana: saranno ospitati 16 richiedenti-asilo, poi ci sono le convenzioni con siglate con i Comuni. In pratica, sono 60 i posti che verranno messi a disposizione nei prossimi mesi. Ancora troppo pochi».

Ma l’incontro di ieri mattina non è servito solamente per fare il punto della situazione. «Il tavolo sull’immigrazione si è preso un impegno: quello di scrivere un documento per mettere a punto la prima accoglienza e per piantare alcuni paletti relativamente alla seconda accoglienza. Il fascicolo, non appena elaborato, lo presenteremo e lo consegneremo all’assessore regionale Torrenti. Occorre un cambio di marcia», la conclusione dell’assessore Cecot.

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