L’idrogeno nasce al Lisert: Apt lancia nove nuovi bus

Dall’acqua purificata alla colonnina: avviata un’unica filiera nella sede. I mezzi a celle a combustibile serviranno Monfalcone, Ronchi e Staranzano. Entrata in servizio graduale dopo collaudi e formazione del personale

Timothy Dissegna
La stazione di servizio dei nuovi bus (foto Bonaventura)
La stazione di servizio dei nuovi bus (foto Bonaventura)

La città dei cantieri ha un impianto che produce idrogeno per gli autobus. Apt lo ha inaugurato nella propria sede operativa del Lisert, insieme ai nove bus a celle a combustibile destinati al servizio urbano di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano. E l’azienda guarda già oltre. «Stiamo pensando al raddoppio dell’impianto», ha detto il direttore generale Luca Di Benedetto. «La struttura è già scalabile».

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Il procedimento

Il polo sorge su un’area di 38.000 metri quadrati acquisita nel 2021. Alla filiera dell’idrogeno ne sono dedicati 3.200.

Tutto comincia da un tubicino che porta l’acqua dentro l’impianto. Un sistema di purificazione ne tratta 500 litri l’ora. L’acqua entra poi nell’elettrolizzatore da 1 MW, che la scompone in ossigeno e idrogeno. Il primo viene rilasciato in atmosfera, il secondo passa al compressore. La produzione massima dichiarata è di 453 chili al giorno.

Una volta stoccato, il gas arriva a tre erogatori: due a 350 bar per gli autobus, uno a 700 bar per i mezzi leggeri. L’intero processo è automatizzato e, in caso di anomalia, il sistema di controllo ferma l’impianto. Parte dell’energia arriva dal parco fotovoltaico da 1,67 MW: 2.834 moduli su 17.000 metri quadrati. I lavori sono stati eseguiti dal raggruppamento Sol-Cedem per l’idrogeno e da Carbotermo per i pannelli.

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I veicoli

I bus sono Iveco E-Way H2 da 12 metri. Ognuno trasporta 31 chili di idrogeno in quattro bombole sul tetto. A bordo la cella a combustibile lo combina con l’ossigeno dell’aria e produce l’elettricità per il motore.

Allo scarico esce solo vapore acqueo. Il consumo dichiarato dal costruttore è di 7,05 chili ogni 100 chilometri. Sulla carta, l’impianto a pieno regime basterebbe per oltre 6.000 chilometri al giorno. I mezzi entreranno in servizio gradualmente, dopo gli ultimi collaudi e la formazione del personale, su Circolare Centro, Linea Storica, Circolare Aris e Circolare Staranzano. Una seconda gara per altri sei bus, più tre opzionali, è in valutazione tecnica.

La scelta

La presidente Caterina Belletti ha rivendicato una scelta maturata anni fa. Prima della pandemia, ha ricordato, la corsa era agli autobus elettrici, ma Apt fece un ragionamento diverso. Oggi, ha aggiunto, la società isontina è la prima in Italia ad aver realizzato un impianto di stoccaggio dell’idrogeno di queste dimensioni, su un suolo che non poteva avere altre destinazioni. Di Benedetto ha richiamato l’obiettivo fissato nel 2020: oltre metà del parco mezzi a impatto zero, senza dipendere da altri. «Finora abbiamo fatto la preparazione atletica», ha detto. «Da domani parte la corsa, piena di insidie».

Il prossimo passo sono le nuove pensiline per i mezzi. Gli stoccaggi permettono intanto di conservare l’idrogeno prodotto e non consumato subito. Il ministero dei trasporti consente ora di vendere idrogeno ad altre aziende del settore. La colonnina, ha spiegato il direttore, dialoga con il centro di controllo e con i bus: un requisito imposto da Apt in gara per ridurre i consumi.

 

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