Cabinovia di Trieste, Dipiazza e il giallo delle possibili dimissioni: «Ma non sono ricattabile»

Le parole all’Ansa: «Se la maggioranza vota contro, andiamo a casa». Poi la precisazione: «Chiuderemo l’iter e si va avanti»

 

Il sindaco Roberto Dipiazza (foto Lasorte)
Il sindaco Roberto Dipiazza (foto Lasorte)

«Non mi faccio nessun problema, non sono ricattabile: in 25 anni ho sempre fatto il bene di questa città e penso di continuare a farlo con il mio lavoro». Il sindaco Roberto Dipiazza ritorna, per chiarirle, sulle parole rilasciate a margine di un incontro a Trieste oggi venerdì 27 febbraio e battute dall’Agenzia Ansa rispetto alla vicenda della cabinovia, che nei prossimi giorni lo vedrà incontrare i partiti di centrodestra per concordare una decisione definitiva sul proseguire o meno con l’iter.

«Se dopo questi incontri la maggioranza vota contro – riporta l’Ansa – andiamo a casa: dopo 25 anni posso anche andare a casa, zero ansie». Parole forti e nette che suonano come un ultimatum alla sua coalizione, ormai sempre meno propensa al perseverare con il progetto, con gli ultimi appelli allo stop lanciati da Forza Italia, Lista Dipiazza, Idea Giuliana e Salvatore Porro del Gruppo Misto (Futuro Nazionale).

Al Piccolo il sindaco precisa: «Esporrò cosa intendo fare con il progetto poi, se voteranno contro, chiuderemo l’iter e si va avanti. Dopo tanti anni da sindaco non mi pongo di questi problemi, né mi lascio impensierire se qualcuno è o meno contrario a questo progetto».

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