Caduta in nave, chiesti 8 mesi per due imputati
Il pubblico ministero Mary Mete ha richiesto una pena di otto mesi per due imputati, per il terzo invece l’assoluzione. È il processo legato all’infortunio sul lavoro di un dipendente dell’appalto, la Idroservice Srl, G.C., 61 anni originario di Napoli e residente a Monfalcone, termoidraulico tubista.
L’uomo il primo dicembre 2011 stava operando sul ponte 10 al centro della nave passeggeri allora in costruzione, alle prese con il posizionamento dei supporti per i tubi degli apparecchi antincendio, quando ad un certo punto era scivolato dalla scala sulla quale era salito cadendo a terra. Le lesioni riportate avevano richiesto almeno dieci mesi di guarigione, oltre a subire un indebolimento dell’apparato locomotorio.
Nel procedimento sono accusati di lesioni colpose Antonella Tranzillo, 42 anni, napoletana residente a Staranzano, amministratore unico di Idroservice, e Antonio Esposito, 78 anni di Castellammare di Stabia, residente in provincia di Rovigo, rappresentante legale del Consorzio Les Scrl. La Procura ha anche ipotizzato l’elusione delle indagini, in virtù del fatto che la scala dalla quale il lavoratore era caduto, non era quella indicata nell’immediatezza dell’incidente. Una scala che successivamente gli agenti di Polizia, tornati nel cantiere navale, non avevano trovato.
Per Tranzillo ed Esposito, dunque, il pubblico ministero ha richiesto la pena degli otto mesi, mentre non ha ravvisato responsabilità nei confronti di Vincenzo Cozzolino, 45 anni, di Napoli, residente a Staranzano, deputato alla sicurezza del personale come all’epoca nominato da Idroservice, con la richiesta pertanto dell’assoluzione.
Venerdì al Tribunale di Gorizia, davanti al giudice monocratico Fabrizia De Vincenzi, sono stati ascoltati gli ultimi di testi. In particolare un operaio che era presente al momento dell’infortunio. Il teste in aula ha confermato che era al lavoro con il collega infortunatosi. Ha spiegato che stava effettuando una telefonata quando ha sentito un tonfo, s’era girato e aveva visto il 61enne a terra. In aula è stato fatto notare che il pavimento era coperto da cartoni, proprio ai fini della sicurezza, ma, è emerso, non erano ben saldati al suolo, un’incombenza non spettante alla Idroservice. L’altro teste non ha fornito elementi utili, non ricordando a distanza di oltre sette anni. Spazio quindi alla discussione finale, con il pubblico ministero a richiedere le due condanne e l’assoluzione, a fronte delle istanze di assoluzione da parte dei difensori, gli avvocati Maurizio Rizzatto che rappresenta la Tranzillo, Ciro Giordano per Esposito, con i legali Andrea Finizio e Francesca Negro ad associarsi al pm per il proprio assistito Cozzolino. A rappresentare la parte civile, il lavoratore infortunato, è l’avvocato Pamela Borghese. A questo punto è attesa la sentenza, domani sono previste le repliche e presumibilmente anche il pronunciamento da parte del giudice.—
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