Caffè centrale chiuso a Gradisca d’Isonzo, l’opposizione: «Giunta troppo lenta»

Il nuovo caso di morosità per il Caffè centrale (per il quale comunque una soluzione che ne scongiuri la chiusura sarebbe stata trovata in queste ore) scatena il caso politico. L’opposizione: «Gestione errata e controlli non efficaci»

Luigi Murciano
Di nuovo chiuso il Caffè centrale (foto d'archivio)
Di nuovo chiuso il Caffè centrale (foto d'archivio)

«La giunta, ancora una volta, si è mossa tardivamente».

Il nuovo caso di morosità per il Caffè centrale (per il quale comunque una soluzione che ne scongiuri la chiusura sarebbe stata trovata in queste ore) scatena il caso politico.

Non si fa attendere infatti la reazione dei consiglieri comunali del centrodestra, per la Lega Massimiliano Cattarin, capogruppo, e Matteo Trevisan, e per Gradisca Rinasce Beniamino Ursic. I consiglieri preannunciano un’interrogazione alla giunta guidata dal sindaco Alessandro Pagotto, per fare luce sulla gestione della vicenda e sui tempi con cui l’amministrazione è intervenuta.

La contestazione

Al centro della contestazione ci sono i 9.069,66 euro di canoni non versati dalla società Rf Servizi, che ha gestito il locale dal 2023 ai giorni scorsi, e i controlli effettuati dal Comune prima che la situazione precipitasse.

«Al di là delle soluzioni trovate, resta la gravità di come è stata gestita tutta questa vicenda. Avevamo già segnalato il problema a febbraio: dopo la nostra interrogazione il gestore ha saldato il pregresso, ma erano nuovamente emersi canoni non pagati da marzo a settembre. Perché, considerati i precedenti, non si è vigilato con maggiore attenzione?», chiedono i due esponenti leghisti.

Il pagamento

Il debito precedente aveva raggiunto circa 18.200 euro e si era chiuso in extremis con un versamento di 20.000 euro, dopo l’iniziativa della Lega in consiglio comunale.

Per Cattarin e Trevisan, quell’episodio avrebbe dovuto indurre l’amministrazione a un monitoraggio più stringente, evitando di ritrovarsi pochi mesi dopo nella stessa situazione.

Nell’interrogazione chiederanno conto dei solleciti inviati, delle iniziative intraprese per tutelare il patrimonio comunale e delle ragioni per cui non si sia arrivati prima a una risoluzione del contratto. Le critiche riguardano anche la conduzione quotidiana dell’attività.

«Avevamo segnalato più volte la pessima gestione del locale, sia per i servizi sia per l’accoglienza e l’igiene. Eppure si è arrivati alla chiusura soltanto dopo l’intervento degli organi di controllo esterni, che hanno evidenziato delle criticità. Perché l’amministrazione non ha provveduto prima a verificare concretamente la situazione?», incalzano i consiglieri.

Il bando

I dubbi, sostengono, risalgono già all’assegnazione dell’attività, dopo un bando travagliato, con una gara annullata e poi riproposta, al quale avevano partecipato anche professionisti di comprovata esperienza sul territorio. «Eravamo perplessi per l’assenza di esperienza nel settore della ristorazione da parte della società aggiudicataria».

Gli altri ritardi

Sempre a proposito del Centrale, i due consiglieri del Carroccio chiederanno lumi anche sulla riscossione dei 90.000 euro di debiti maturati da un ancora precedente gestione.

Cattarin e Trevisan richiamano infine anche i ritardi del PalaZimolo e della scuola primaria: «Come spesso accade, questa amministrazione comunica con scarsa trasparenza e i gradiscani sanno poco o nulla di quanto avviene, che si tratti della gestione dei lavori pubblici o del patrimonio comunale».

 

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