Calo di assunzioni, situazione più grave nel Goriziano
Precipitano le assunzioni, cala il numero delle imprese attive, s’impenna quello degli inserimenti in mobilità. Pur in un quadro generale della media italiana, ed anche di quella regionale, che per certi versi si presenta ancor peggiore, resta nero, nerissimo il presente dell'economia e del mercato del lavoro della provincia di Gorizia, che fa registrare per certi versi gli indicatori peggiori degli ultimi tre anni, ovvero da quando il paese è precipitato nella crisi e nella recessione.
Assunzioni
Il dato più impressionante e significativo, tra quelli presentati ieri mattina in Provincia, con il report sul mercato del lavoro del 4° trimestre 2012, curato da Grazia Sartor per la direzione centrale lavoro della Regione, è quello relativo alle assunzioni. Negli ultimi tre mesi dell'anno passato sono state in totale 4713, nell'Isontino, molte meno delle 6496 del trimestre precedente. E se questo può essere normale (l'ultimo trimestre è, tipicamente, quello della chiusura dei rapporti di lavoro, e non dell'assunzione), molto più preoccupante è la constatazione che mai negli ultimi tre anni (ma si dovrebbe tornare indietro ancor di più) la cifra delle nuove assunzioni è stata così bassa. Ed anche su base tendenziale il calo è comunque significativo: -6,3% rispetto al trimestre precedente (6946 assunzioni). La crisi sembra dunque al suo apice.
Nell'Isontino soffre di più in questo senso la Destra Isonzo, con il Centro per l'impiego di Gorizia che segna 297 assunzioni in meno rispetto a 12 mesi prima (-47,6%) mentre a Monfalcone il calo è più limitato (21 assunzioni in meno, per un -6,2%). Malissimo il dato di genere riferito alle donne (-370 assunte) e quello dei giovani con meno di trenta anni (-271 assunti), con numeri che vanno a peggiorare una situazione già per nulla rosea nel 2011.
Imprese
Se il settore dell'industria (che però nell'Isontino incide meno che nelle altre province) ha tutto sommato tenuto (le assunzioni sono aumentate del 15% rispetto al 2011), in generale la situazione di tutti i settori produttivi della provincia di Gorizia è critica. Dal quarto trimestre 2011 al quarto trimestre 2012 il tessuto imprenditoriale isontino si è notevolmente impoverito, perdendo in totale 213 imprese (-2,2%).
Soffrono tutti, indiscriminatamente, dalle imprese ormai ridotte all'osso delle costruzioni (altre 72 hanno chiuso nel 2012) per arrivare fino a quelle dei servizi, risparmiate in un primo momento dalla crisi, ma ora in difficoltà: ne sono scomparse 17 nell'Isontino dal registro delle realtà attive. Per quanto riguarda il settore manufatturiero, poi, preoccupa constatare come in provincia viene utilizzato solo il 64% degli impianti, rispetto al totale del loro potenziale, quando un'azienda in salute non dovrebbe mai scendere almeno sotto l'80%.
Occupazione
Nell'Isontino la forza lavoro aumenta più che nel resto della regione (+3% contro +0,9%), anche perchè sempre più giovani decidono di entrare nel mondo del lavoro senza proseguire gli studi.
Ed anche se la media regionale è più negativa, preoccupa che a fronte di un +2,3% di occupati (con contratti di ogni tipo), la disoccupazione sia salita del 13,6%, e del 29% se ci si riferisce solo alle donne. Non raggiunge livelli record la Cassa Integrazione Guadagni (811 mila ore nel quarto trimestre 2012, erano quasi un milione e mezzo l'anno prima), ma in compenso quasi nel 70% dei casi si tratta di cassa integrazione straordinaria. Ed il 2013, in questo senso, è iniziato ancor peggio, perchè nei primi tre mesi sono stati erogate già 1 milione di ore di cassa, con un aumento al ricordo agli ammortizzatori del 64%. In calo la cassa in deroga (-46%), ma più che raddoppiata (+107%) la cassa straordinaria, 737mila ore da gennaio a marzo 2013. Così si arriva, dopo a quello dato dalle assunzioni, ad un nuovo record negativo dell'ultimo trimestre 2012, dove gli ingressi in mobilità sono stati 473 (ben 120 in più rispetto a dodici mesi prima), dato peggiore dal 2009, ed in forte ascesa sia nell'industria che nei servizi.
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