Camerini: «Cattinara ospedale obsoleto già negli anni ’90»

L’ex primario e senatore: rifiutammo Cardiologia nelle Torri Tondo spieghi la scelta di Pordenone, Cosolini ora deve agire
FOTO BRUNI TRIESTE 25 09 09 OSPEDALE DI CATTINARA-
FOTO BRUNI TRIESTE 25 09 09 OSPEDALE DI CATTINARA-

Fulvio Camerini aveva intuito il destino di Cattinara già molto tempo fa. L’ex senatore è stato uno dei protagonisti del passaggio «dall’antico al moderno» Polo cardiologico. Erano gli anni Novanta quando lui, da primario e cardiologo di fama internazionale, e la sua équipe si rifiutarono di inserire il nuovo reparto, fiore all’occhiello della sanità triestina, all’interno di una delle due Torri. «Ritenevamo che una realtà così complessa e importante mai avrebbe potuto stare in un ospedale vecchio», racconta.

Eletto nel 1996 con l’Ulivo, nella sua attività legislativa Camerini ha anche preso parte alla commissione Sanità di Palazzo Madama. «Ho seguito un’indagine nazionale sugli ospedali incompiuti in Italia - ricorda - nosocomi che, a causa di pressioni politiche locali, sono stati iniziati ma poi lasciati a metà. Ho toccato con mano la poltica che non supporta le proprie decisioni con rigore scientifico e sui bisogni della gente». Il messaggio è rivolto al presidente della Regione Renzo Tondo e a Cattinara: opera compiuta, certo, ma ormai «superata» e per cui, al momento, non si vedono né soldi né risposte. «Senza un intervento - afferma l’ex senatore - rischiamo un futuro molto oscuro per l’ospedale. E i blitz al Pronto soccorso di Tondo sono inutili», osserva Camerini. «Il presidente è in campagna elettorale, il sindaco Cosolini prenda in mano la situazione».

Camerini, qual è la situazione in cui versa l’ospedale?

La costruzione di Cattinara, all’epoca, non poteva prendere in considerazione una serie di problemi sorti negli ultimi vent’anni. Ora la struttura è obsoleta.

Significa che è anche degradata?

Su questo il direttore Francesco Cobello ha mescolato le cose. Perché una cosa è parlare della tecnologia e della qualità medica che nessuno mette in discussione: su questo non ho nulla da dire e c’è il riconoscimento della Joint Commission. Ma il tema è un altro: è “l’albergaggio”, che dà problemi. Troppi pazienti in una stanza, bagni insufficienti e reparti iperaffollati dove non c’è nemmeno spazio per le scatole del materiale sanitario. Non stiamo mettendo in dubbio l’assistenza medica e infermieristica: l’inadeguatezza è ambientale e si riverbera su utenti e personale. È inaccettabile avere stanzoni che ricordano l’Ottocento.

Quali sono le responsabilità della Regione?

Ci sono alcune domande alle quali il presidente Renzo Tondo dovrebbe rispondere: è vero che la giunta Illy aveva assegnato la priorità agli interventi a Cattinara e al Burlo? È vero che la giunta Tondo ha poi annullato questa priorità a favore di Pordenone?

Infatti i soldi per Pordenone ci sono, Cattinara è ferma.

Quindi vogliamo sapere se ci sono studi scientifici che il presidente Tondo ha utilizzato per dirottare i soldi su Pordenone. Su quali basi è stata fatta questa scelta?

Forse su basi politiche.

Sono domande che rivolgerei a Tondo. E se le risposte fossero affermative allora c’è un’altra domanda.

Quale?

Il presidente, ma anche i consiglieri regionali di maggioranza, devono dire se l’avere spostato parte dei soldi è stata una decisione che ritengono equa, considerando che Cattinara è valutata come una delle strutture più fragili, anzi la più fragile, che ha bisogno di interventi.

In questo momento, come hanno evidenziato Cosolini e Antonione, non è chiaro se le risorse da Roma ci sono o no.

Anche su questo il presidente della Regione deve dare risposte.

Cosa rischia Cattinara senza adeguata riqualificazione?

Senza una completa riqualificazione Cattinara è condannata per i prossimi vent’anni a diventare ancora più degradata. Se restiamo nel limbo delle risorse ci aspetta un futuro molto oscuro per l’ospedale. Andrà sempre peggio.

Come si è comportata la Regione in questa legislatura verso la sanità triestina?

In modo assolutamente non chiaro. Su Cattinara il presidente non ha preso in considerazione la questione ambientale e non ha spiegato il perché delle modifiche agli accordi. I suoi blitz al Pronto soccorso sono inutili: lui che fino a qualche settimana fa era assessore alla Sanità avrebbe dovuto disporre di un centro studi, di un gruppo di lavoro, non fare visite improvvisate.

Qual è la via d’uscita?

Cosolini, che è anche responsabile della salute dei cittadini, deve prendere in mano la situazione e capire con la Regione come è possibile recuperare le risorse per rimodernare Cattinara.

Ma i fondi arriveranno da Roma?

Non ho elementi per dirlo.

Perché Tondo non parla e non fa chiarezza?

Ora siamo vicini alla campagna elettorale, qualsiasi cosa dica è rischioso. Siamo di fronte a una politica che non ha la forza di dire “sì, sì, no, no. Il di più viene dal maligno”.

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