Canal d’Arsa, un mese per la bonifica dopo la perdita di gasolio

ALBONA. Nel Canal d’Arsa restano costantemente all’opera i battelli ecologici dell’azienda fiumana Dezinsekcija, incaricati di rimuovere dalla superficie marina l’enorme chiazza oleosa provocata dalla fuoriuscita in mare di tonnellate e tonnellate di gasolio durante il rifornimento del mercantile Fidelity, battente bandiera libanese: l’incidente era avvenuto intorno alle 5 di venerdì mattina. Pesanti le conseguenze: le operazioni di bonifica si protrarranno per circa un mese, e stanno impegnando 150 tra pompieri, tecnici specializzati e addetti della Capitaneria di Porto.
È stata anche collocata una barriera galleggiante alla foce del fiume Arsa per impedire che la chiazza nera entri nel corso d’acqua, mentre si stanno ripulendo le spiagge e la costa del canale toccate dal gasolio che si è spinto fino sotto Castelnuovo d’Arsa. Qui sorge l’insenatura di Pedrola, frequentata di solito dai bagnanti che non amano le spiagge affollate. Ebbene, sono una quindicina gli affittacamere privati della zona che potrebbero chiudere i battenti per questa stagione: almeno per quest’anno, i bagni in mare lungo tutto il canale non si potranno più fare.
Come ha spiegato Dolores Brenko Skerjanc, a capo della Capitaneria di Porto di Pola, il lavaggio della costa viene effettuato con energici spruzzi d’acqua poiché non è consentito l’uso di detergenti chimici a causa della presenza di allevamenti di cozze in mare. Cozze la cui raccolta è stata immediatamente bloccata dall’Ispettorato sanitario, che ne ha prelevati diversi campioni per l’analisi di laboratorio. Allo stesso scopo sono stati prelevati campioni di mare in diversi punti del canale. È inoltre in vigore il divieto di navigazione per le imbarcazioni ormeggiate al molo di Traghetto fino a che il mare non sarà totalmente ripulito, così come le barche stesse imbrattate dalla chiazza oleosa.
Intanto al mercantile Fidelity è stato imposto il blocco nel porticciolo di Brsica fino alla conclusione dell’inchiesta che dovrà accertare le eventuali responsabilità dell’incidente. Non è ancora chiaro se sia stata rispettata o meno la regola secondo cui durante il rifornimento di combustibile devono essere collocare le barriere galleggianti attorno alla nave. E sono anche sorte contestazioni per il fatto che i meccanismi per far fronte all’emergenza siano scattati in ritardo. In ogni caso, è stato sottolineato come in pratica sulla costa orientale dell’Istria da Pola ad Abbazia non ci sia un distributore per natanti: chi vuole rifornirsi lo fa con i camion cisterna, mentre i proprietari delle piccole barche da pesca o da diporto ricorrono alle taniche riempite al distributore di Albona. E il travaso del carburante in situazioni del genere nasconde sempre insidie. (p.r.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








