Pattuglie di carabinieri a cavallo a presidio dei boschi del Carso
La sperimentazione voluta dalla Regione per il momento coinvolgerà due unità provenienti da Belluno

Dalle attività di rappresentanza a quelle operative: a settembre i carabinieri forestali a cavallo del Servizio Biodiversità di Belluno presidieranno l’area del Carso con funzioni di controllo del territorio. Si amplia dunque la collaborazione avviata a settembre dello scorso anno che, per adesso, aveva visto le unità a cavallo presenziare alle cerimonie cittadine più importanti: da quella per i settant’anni del ritorno di Trieste all’Italia all’accensione degli alberi di Natale in piazza Unità d’Italia.
Come ricordato dal colonnello Gianluca Migliozzi, comandante provinciale dei Carabinieri di Trieste, ambiente, biodiversità ed ecosistemi sono beni fondamentali di rilievo costituzionale e tra i compiti dell’Arma rientrano anche quelli di polizia forestale, ambientale e agroalimentare. L’impegno sul Carso con le pattuglie ippomontate si inserisce in questo contesto. «L’idea - ha evidenziato il colonnello Migliozzi - è stata della Regione e l’abbiamo accolta con favore. In via dell’Istria ci sono ancora le stalle di quello che una volta è stato il nostro nucleo a cavallo».
A sostenere la sperimentazione è stato in particolare l’assessore regionale a Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro che ha dato notizia della sua operatività dopo l’approvazione dell’iniziativa nel corso dell’ultima riunione di Giunta. «L’iniziativa - ha spiegato Scoccimarro - si articolerà su cinque giornate e in seguito potrà essere estesa ad altri territori regionali».
L’assessore ha inoltre evidenziato che la sperimentazione si inserisce nel percorso di riorganizzazione della vigilanza ambientale intrapreso dalla Regione con l’obiettivo di valorizzare le sinergie tra le componenti impegnate nella tutela del territorio. «I Carabinieri Forestali garantiranno i servizi di prevenzione con pattuglie a cavallo, operando anche lungo il confine di Stato per contrastare fenomeni di degrado ambientale e prevenire l’abbandono di rifiuti o la creazione di discariche abusive», ha sottolineato l’esponente della giunta Fedriga evidenziando come le pattuglie a cavallo siano in grado di accedere ad aree impervie non raggiungibili con i mezzi a motore e, al contempo, siano in grado di coprire distanze significative durante il turno di servizio.
«La loro presenza sarà inoltre un deterrente verso altre tipologie di reati legati alla particolarità del territorio transfrontaliero», ha ribadito Scoccimarro, riferendosi implicitamente alle attività dei passeur. «Gli esiti di questa attività saranno utili per valutare l’eventuale istituzione di un servizio regionale a cavallo continuativo», ha concluso l’assessore. —
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