Non solo la lampadina: Prosecco e Contovello accendono l’anima del Carnevale carsico
Il sodalizio vince fra i gruppi mascherati seguito da Santa Croce, terza Basovizza. Nei carri c’è Doberdò, poi Prepotto e Medeazza San Giovanni di Duino

Il gruppo di Doberdò del Lago, che ha presentato l’allegoria intitolata “Carso 3000 – bestie futuristiche”, nella categoria dei carri, quello di Prosecco e Contovello con “Accendi l’anima, non solo la lampadina” fra i gruppi mascherati. Questi i vincitori dell’edizione 2026 del Carnevale carsico, svoltosi sabato pomeriggio a Opicina. Alle spalle di Doberdò del Lago si è classificato il carro di Prepotto, con il tema “Ma sto ponte?”, terzo quello di Medeazza e San Giovanni di Duino, formazione vincitrice lo scorso anno, che ha proposto “Alle Olimpiadi ci pensa Frozen”.
Nella graduatoria per gruppi, dietro a Prosecco e Contovello è giunta Santa Croce, con “3 mila formiche fa fatica, gli altri te la fica”, terza Basovizza, con “Ai, ai, ai l’intelligenza artificiale avanza, il cervello con gli asini va in vacanza”. Queste le scelte della giuria, ma in generale l’intera manifestazione è stata caratterizzata da brio e inventiva. Dalla stretta attualità locale, con la cabinovia che, dopo le recenti vicende, “vedrà modificato il proprio tragitto, deviando verso il rione di San Giovanni invece che in direzione di Opicina”, alle rappresentazioni di Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, visti come burattinai che tirano i fili delle marionette, cercando di comandare il mondo intero, all’Intelligenza artificiale, che potrebbe trasformare tutti in “asini che mandano il cervello in vacanza”.

La fantasia e la creatività, unite all’ironia e alla voglia di divertirsi comunque, nonostante le mille problematiche e le preoccupazioni che attanagliano quotidianamente un po’ tutti, sono state ancora una volta gli elementi distintivi del Carnevale carsico, arrivata a Opicina con una settimana di ritardo rispetto al programma iniziale. La sfilata, infatti, si sarebbe dovuta svolgere sabato scorso, ma le pessime previsioni per il fine settimana avevano indotto gli organizzatori a rinviare di una settimana l’appuntamento con le maschere e i carri allegorici. E la scelta si è rivelata azzeccata: il sole ha sorriso al Carnevale carsico edizione numero 57, richiamando lungo le vie del borgo, attraversate dal corteo, migliaia di persone, pronte ad applaudire i protagonisti della sfilata, le scelte scenografiche e i costumi.

Alla fine, nonostante lo spostamento della data di svolgimento, quasi tutti i gruppi che si erano iscritti si sono presentati puntuali alla partenza. Uniche eccezioni i “Mati pel Carneval” e le “Maschere servolane Lalo”, che hanno dovuto rinunciare. Per loro ci sarà spazio il prossimo anno. E la festa è perfettamente riuscita: i 15 gruppi e i 5 carri allegorici che hanno preso parte alla sfilata, aperta dal carro con il Re e la Regina della manifestazione, hanno calamitato l’attenzione del pubblico, grazie alla capacità di tante persone di dedicarsi, nelle settimane che precedono l’appuntamento finale, alla preparazione dei costumi, all’allestimento delle allegorie, alla messa a punto di ogni dettaglio.

Colori sfavillanti, idee di grande presa, musiche adeguate e proposte nella giusta modalità, sono state le componenti di un Carnevale carsico che ancora una volta non ha deluso le attese. Merito anche dei componenti del comitato organizzatore, che hanno preparato a dovere l’evento.
Tutti i gruppi hanno ricevuto gli applausi delle migliaia di persone che si sono sistemate lungo le transenne che delimitavano il percorso. Sono piaciuti, soprattutto ai bambini, i componenti del gruppo “Luna puhna” di Gropada e Padriciano, vincitori della scorsa edizione, che hanno indossato costumi sui quali erano stampati i numeri della tombola. Originali e di difficile realizzazione i costumi del gruppo di Prosecco i quali, proponendo il tema “Accendi l’anima, non solo la lampadina”, si sono trasformati in autentici abat jour, conquistando meritatamente il successo finale.

I ragazzi di Trebiciano hanno invece puntato sulla varietà dei colori, presentando il tema “Trebiciano a colori”, proponendosi come pittori, ovviamente imbrattati di macchie multicolori.
Fra i carri, applauditissimo il gruppo di Prepotto, che non ha perso l’occasione di prendere in giro il ministro Matteo Salvini, dedicandogli l’allegoria intitolata “Ma sto ponte???”, che ironicamente alludeva al famoso progetto che prevede la realizzazione dell’infrastruttura a cavallo dello stretto di Messina.

Ma anche gli altri quattro gruppi che hanno proposto i carri hanno riscosso notevole successo: quelli di Medeazza e San Giovanni di Duino, già vincitori nella loro categoria lo scorso anno, che stavolta si sono dedicati ai Giochi dei cinque cerchi con “Alle olimpiadi ci pensa Frozen”, la formazione di Doberdò del Lago, con “Carso 3000 – bestie futuristiche”, dalle splendide scenografie, che hanno convinto la giuria, gli isontini di Savogna, che hanno celebrato il loro capoluogo e Go!2025 con un tema dal titolo chilometrico “Gorizia ha dimostrato di saper brillare, non lasciamo che finita la festa, siano i fantasmi a comandare”, per finire con Slivia, che ha presentato “BenVenuti”. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








