Folla per il Carnevale goriziano, duemila maschere protagoniste: vincono Doberdò e Marcottini

Città piena di colori e di proposte. Tra i carri medaglie d’argento e bronzo per Sant’Andrea e San Floriano. Tra i gruppi podio tutto carsolino completato da Padriciano Gropada e Santa Croce

Marco Bisiach
Il carro di Doberdò del Lago (Bonaventura)
Il carro di Doberdò del Lago (Bonaventura)

Duemila maschere colorate, divertenti, irriverenti, dentro al corteo. E chissà quante, di ogni tipo, tutto attorno. E poi i carri, con i loro effetti speciali, e i gruppi, con i loro messaggi ben oltre le semplici coreografie, tra pacifismo e satira politica, goliardia e omaggi a storie e personaggi. Ma soprattutto una folla impressionante, a seguire sorridente una giornata di festa baciata anche da un tiepido sole prima che un acquazzone arrivasse a guastare la serata.

Folla e divertimento al 36° Carnevale di Gorizia

Che spettacolo il Carnevale goriziano numero 36. La giuria – e non è stato facile scegliere -, alla fine ha premiato Doberdò del Lago tra i carri (davanti a Sant’Andrea e San Floriano) e Marcottini Poljane tra i gruppi, con il podio tutto carsolino completato da Padriciano Gropada e Santa Croce.

Il gruppo di Marcottini
Il gruppo di Marcottini

Ma davvero al di là della retorica verrebbe da dire che hanno vinto tutti sia per la bellezza delle proposte di tutti i sodalizi arrivati da ogni angolo della regione e dalla Slovenia (12 carri e 16 tra gruppi e bande), sia per il successo complessivo della manifestazione.

Nutrita la partecipazione di realtà e di pubblico d’oltreconfine, favorita dal commento biligue della parata con gli speaker Evgen Ban e Lorenzo Cozzutti. Anzi, è più corretto dire trilingue, visto che s’è usato pure il friulano.

Insomma, il primo atto delle manifestazioni carnevalesche isontine (si proseguirà lunedì 16 febbraio con il Carnevale dei Bambini e mercoledì 18 con il Funerale di Re Carnevale) è filato via tra gli applausi, per la soddisfazione degli organizzatori della Pro Loco guidata da Giorgio Lorenzoni e del Comune, con l’assessore ai Grandi Eventi Luca Cagliari che ha seguito l’intera sfilata dal palco allestito poco dopo la partenza di fronte ai Giardini pubblici.

A differenza di quanto era accaduto dodici mesi fa, questa volta partenza con puntualità svizzera da via Boccaccio, anche se i cavi degli striscioni lungo il corso hanno creato nuovamente qualche grattacapo, dopo quelli dello scorso anno: le installazioni più alte hanno dovuto dar vita a qualche manovra, abbassandosi, per transitare in alcuni punti. Poco male, c’è stato più tempo per ammirare le loro forme fantasiose e spettacolari, frutto di mesi e mesi di duro e appassionato lavoro. C’è stato come detto tanto da applaudire e commentare.

Come tuffarsi nell’oceano e fare un salto in terra carioca, guardare il carro dedicato al film d’animazione Rio arrivato da San Floriano del Collio, mentre Savogna d’Isonzo ha portato sul percorso un gigantesco Slimer inseguito da decine di Ghostbuster danzanti e dall’iconica Echto-1. Ancora: splendido il messaggio di pace offerto dal gruppo di San Mauro, con le sue cheerleader a ballare all’unisono sulla musica degli Ac/Dc per fare il tifo contro la guerra.

E poi tanti richiami all’attualità. Medeazza (campione in carica del Carnevale Goriziano) ha raccontato la sua versione delle Olimpiadi invernali, Prepotto si è chiesta il senso del Ponte sullo Stretto. Ma bastava anche girare in mezzo al pubblico per vedersi strappare inevitabilmente un sorriso da questo o quel travestimento.

Un giocatore del Milan degli olandesi (pur senza i 90 minuti nelle gambe) o una giovane famiglia di dinosauri, dolci principesse o cagnolini mascherati. Fino a fine sfilata, anzi fino a sera, con le premiazioni all’ex mercato all’ingrosso, dove la festa tra brindisi dj set, ha imperversato a lungo. —

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