Carso sloveno a fuoco e fumo nel Vallone Operazione congiunta per domare il rogo
Una giornata di fuoco, letteralmente. Un nuovo violento incendio ha colpito l’area del Carso. Questa volta il rogo è divampato in territorio sloveno, nella zona intorno al monumento-museo di Cerje.
L’allarme è scattato nel corso della mattinata e l’allerta ha coinvolto anche l’Italia dal momento che le fiamme hanno aggredito la vegetazione non lontano dal confine, tenendo tutti con il fiato sospeso per l’intera giornata. Vigili del fuoco, Corpo forestale regionale e volontari della Protezione civile hanno effettuato nel corso della mattina dei sopralluoghi, per poi attestarsi in pre-allarme a ridosso del confine insieme ai carabinieri. Inizialmente sembrava che il loro intervento non fosse necessario, che l’incendio fosse stato circoscritto e che a occuparsene potessero essere solo i gaslici di Nova Gorica con l’ausilio di due elicotteri d’oltreconfine. La situazione, però, è via via peggiorata e nel tardo pomeriggio, nell’ambito dei protocolli di collaborazione transfrontaliera, è stato chiesto supporto alla centrale operativa di Palmanova che ha dato il via libera all’intervento delle squadre di antincendio boschivo e della Forestale. Le operazioni hanno coinvolto anche l’elicottero del servizio regionale.
Per tutta la giornata le volte di fumo grigio, in ogni caso, si sono levate alte nel cielo e sono state viste da tutta la pianura isontina. Per capire le proporzioni dell’incendio, l’allerta non ha coinvolto solo le squadre di protezione civile dei comuni carsici, ha coinvolto anche i volontari di Grado. Dalla zona dell’aeroporto di Merna già verso le 13.30 sono state avvistate delle lingue di fuoco alzarsi alle spalle della torre di Cerje. E fiamme sono state notate e segnalate anche da chi nel pomeriggio ha percorso la strada del Vallone. Proprio qui, l’atmosfera è stata a tratti spettarle e surreale a causa del fumo che è calato nella conca come una nebbia densa e carica di fuliggine, ma la viabilità è rimasta regolare. In Slovenia, per motivi di sicurezza, è stata invece chiusa la strada tra Merna e Opacchiasella.
A favorire la propagazione del fuoco è stata in ogni caso la giornata ventosa di ieri. Le raffiche d’aria hanno reso difficile il lavoro dei soccorritori che per contenere le fiamme hanno dovuto lavorare senza sosta.
Poco meno di un mese fa, un altro grave incendio aveva colpito il Carso. In quel caso, le fiamme avevano aggredito l’area del versante italiano nella zona tra Sagrado e Polazzo mettendo a rischio il Cippo Corridoni, la Trincea delle Frasche e il monumento alla Brigata Sassari. In quell’occasione andarono in fumo 2,8 ettari di boscaglia e i simboli della Grande guerra non furono toccati. Per conoscere le dimensioni e i danni fatti del rogo di ieri, bisognerà attendere almeno la giornata di oggi. —
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