Casa delle associazioni dentro l’ex scuola di via del Caravaggio

il progetto
Con 15 milioni, se il governo li concederà attraverso il programma “Pinqua”, si può ripensare mezzo rione: Comune, Ater, Università sono in cordata per riscrivere l’aspetto di alcuni punti di San Giovanni desiderosi di una redenzione estetica e sociale. Focus su vecchi aggregati di abitazioni risalenti all’immediato secondo dopoguerra, committente il Governo militare alleato. Siamo dietro la chiesa e dietro la piscina, in via Tintoretto, in via Caravaggio, in via Piero della Francesca. Appartamenti talvolta sfitti, senza riscaldamento, senza ascensori: proprietà comunale, gestione Ater.
L’assessore Lorenzo Giorgi, il presidente dell’Ater Riccardo Novacco, le docenti universitarie Ilaria Garofolo ed Elena Marchigiani “have a dream”: recuperare 64 alloggi, riqualificare l’area verde di via San Pelagio e di via San Cilino, restaurare il piano terra in via San Pelagio per metterci laboratori da destinare alle fragilità sociali. Poi colpo di scena, inedito rispetto a quanto finora pubblicato: una casa delle associazioni intitolata “Fabio Filzi” nell’ex sede scolastica di via Caravaggio. Giorgi è intenzionato a trovare posto a una ventina di realtà: tramontate le ipotesi casa Francol, ex macello, ex Galvani, ecco una soluzione praticabile per soddisfare la crescente richiesta che sale dal nutrito associazionismo triestino. Agli auspicati quattrini governativi l’assessore è disposto a sommare un 10% di risorsa municipale. San Giovanni ha una percentuale del 33% di anziani over 65. Elena Marchigiani, indimenticata assessore dell’era cosoliniana, pensa a un quartiere verde, inclusivo, smart. Giorgi, uomo di sport, annuisce. —
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