Casette dimenticate diventate discariche

È la cartina di tornasole di quale sia oggi la situazione di degrado e di estremo abbandono in cui si trova, a Ronchi dei Legionari, lo storico rione delle Casette. Sono le auto abbandonate, assieme ad una grande quantità di rifiuti, nei giardini delle abitazioni che, nel corso degli anni, sono state murate. Carcasse che sono vere e proprie bombe ecologiche e che qualcuno, leggi e disposizioni alla mano, dovrebbe far rimuovere. Così com’è stato, anche in queste settimane, in altre zone della città. Solo pochi giorni fa, infatti, la Polizia locale ha fatto rimuovere un furgoncino che da mesi giaceva abbandonato nel rione di Vermegliano, e sono state tolte di mezzo altre auto sulle pendici carsiche e nella zona artigianale.
Non appena varcato l’ingresso nord alla cittadina ci si imbatte nel rione delle case “Pater” di fascista memoria. Dei 116 alloggi almeno una settantina sono stati murati. Sono state sprangate porte e finestre, all’indomani, spesso, del decesso dei loro occupanti e sono state rese off limits. Ma poca è stata la manutenzione ordinaria che è seguita nei confronti di queste aree lasciate nel più assoluto abbandono. Aree che “invogliano” anche il conferimento vietato di rifiuti. Una pratica contro la quale si sono usate misure diverse ma che, purtroppo, non si riesce a debellare del tutto. Grazie al lavoro e all’impegno dell’Ufficio ambiente e del Corpo della Polizia locale, i controlli, negli ultimi tempi, si son fatti più serrati e puntuali, con il primo obiettivo di educare il cittadino prima di arrivare ad una contravvenzione, cosicchè sono apparsi sui sacchi lasciati per strada davanti alle abitazioni avvisi a rammentare come si stia commettendo un errore.
Ma nel caso del rione “Pater” la questione si fa ancor più tragica, per alcuni aspetti fuori controllo. C’è una zona del quartiere che impressiona maggiormente. È quella che, alla fine di via Matteotti, fu utilizzata, alcuni anni fa, per mettere in piedi una serie di prefabbricati che, con il tempo, sono stati abbandonati.
Ora sono una sorta di bidonville, brutti da vedere ma anche insalubri, cadenti, violati dai soliti atti vandalici. Se ci si addentra all’interno dell’area ecco l’amara sorpresa. Quintali di immondizie. Sembra davvero essere arrivato il momento di prendere una decisione sul futuro di questo rione. Anche rispetto alla scarsa o, meglio nulla, manutenzione che viene fatta agli alloggi murati e che con il tempo, stanno anche crollando.
In un primo momento erano baracche fatiscenti poi trasformate in case nei primi anni Quaranta dalla ditta Pater di Milano per l’Istituto Case Popolari. Furono realizzate le 56 casette, a dar vita al borgo rurale che venne intitolato ad Italo Balbo, noto però da sempre come “Casette”. Prima di essere assegnate alle famiglie ronchesi bisognose di alloggi furono occupate, tra il 1941 e il 1943, dagli uomini del Genio Guastatori e da un reparto della Regia Aeronautica di stanza allo scalo aereo cittadino che, allora, era ancora militare.—
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