«Caso Auschwitz, odio e livore Diciamo no alla politica urlata»

Ziberna: «Collini chiuda il rapporto con Gruden. Quel fotomontaggio è terribile» Il giornalista: «Parlerò con il mio portavoce ma ognuno guardi in casa sua»
Bumbaca Gorizia 20.06.2107 Municipio, dibattito Collini Ziberna © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 20.06.2107 Municipio, dibattito Collini Ziberna © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Francesco Fain

No alla politica urlata. No alle offese e agli attacchi personali, stop ai leoni di tastiera. Interviene il sindaco Rodolfo Ziberna sul caso del fotomontaggio della cancellata delle ex Aziende municipalizzate di via IX Agosto paragonata all’arco “Arbeit macht frei” del campo di concentramento di Auschwitz aggiustato in “Andrà tutto bene”. Nonostante l’autore, compresa la malaparata, abbia tolto il post alcune ore dopo, resta l’onda lunga dell’indignazione. «Mi dispiace per Roberto Collini, persona degna e stimabile. Ma mi auguro che chiuda il rapporto con Lucio Gruden che è il portavoce del suo movimento. Quell’immagine è sgradevole, non è una provocazione, è una cosa terribile».

Ma questa è l’occasione per allargare il discorso e puntare il dito contro un modo di fare politica urlato, talvolta soltanto per ottenere consensi nella platea virtuale. E il suo pensiero corre a una parte dell’opposizione che «si qualifica per le fake news, per le insinuazioni, per gli attacchi personali. Un modo livoroso di far politica che non fa bene e accende gli animi. Quanto a Gruden è una persona che ama insinuare, molte volte senza cognizione di causa. Si atteggia - attacca il primo cittadino - a persona esperta su tutto, in realtà commette gaffe a ripetizione. In realtà, sino all’altroieri, si trattava di offese a cui eravamo abituati ma ora ha superato il segno. Quel fotomontaggio è offensivo. Non so se facesse riferimento a me o alla giunta, ad ogni modo ha colpito la comunità ebraica e il suo immane dolore. Ripeto: mi dispiace davvero per Roberto Collini che deve fare i conti con una parte dell’opposizione che adotta questi comportamenti. Mi auguro che la città reagisca e si indigni di fronte a quella che non va archiviata come una semplice provocazione ma è una cosa terribile».

E giriamo, seduta stante, la richiesta del sindaco a Collini che, già ieri, era intervenuto sulla questione-fotomontaggio utilizzando la frase, in rigoroso dialetto goriziano, «No go parole», non aggiungendo altro. «Premetto che, a livello di gruppi consiliari, abbiamo sempre mantenuto un distacco con i movimenti che hanno formato le liste. Quanto alla questione Gruden, parlerò con lui e decideremo». Poi, Collini contrattacca e analizza ciò che accade nel centrodestra. «Se guardo nell’altra metà del campo vedo intolleranza nei confronti degli sloveni, autodichiarazioni di anti-semitismo e atteggiamenti non proprio consoni con i dettami della nostra Costituzione, ma non sono mai intervenuto per dire a una persona cosa deve fare. Ogni famiglia ha i propri panni da lavare. Ricordiamocelo sempre, prima di guardare nelle case altrui e sentenziare». —

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