Cattinara, Cosolini attacca «La Regione è immobile»

Il sindaco: «Non sappiamo ancora se ci sono i soldi». Ma Savino rassicura: «Presto il progetto». E critica Zigrino: «Dov’era?». Intanto Pordenone va avanti

Chiede una presa di posizione «chiara», ma si dice «tutt’altro che ottimista». Il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, di fonte al declino di Cattinara, documentato dal Piccolo, mira a stanare la Regione. Perché i soldi, i progetti e gli accordi con lo Stato arrivano da lì. La struttura, progettata negli anni Sessanta e realizzata nell’84, risponde a standard dell’epoca e ora mostra i segni del tempo: servizi igienici insufficienti per l’utenza e zone degradate. «Voglio ricordare - premette il sindaco - che due mesi fa, in pieno dibattito sulla riforma sanitaria, con la presidente della Provincia ho scritto a Tondo per sollecitare un confronto immediato sulla sanità triestina. Ora non posso fare altro che ribadire l’esigenza di riqualificazione e di un intervento importante per Cattinara, ma al momento non mi sembra ci sia alcun passo in avanti. Non a caso sia Cobello che Zigrino, seppur con toni diversi, nelle loro dichiarazioni hanno osservato che i problemi qui non sono i servizi, il personale o la gestione, bensì è la struttura che non va più perché è stata concepita in altri tempi». Cosolini dunque punta l’indice sulla giunta regionale: «Il tema vero - ripete - è che non si riesce ad avere una parola ferma e purtroppo non sono ottimista: non sappiamo se i soldi alla fine ci sono o no».

Dalla Regione l’assessore alle Finanze Sandra Savino ribadisce la linea: «L’orientamento è partire con la gara di progettazione. Parte dei fondi, 60 milioni di euro, sono regionali. Altri 140 sono in trattazione con il governo. Ritengo che in tempi abbastanza rapidi possa partire la progettazione e poi valuteremo gli step dell’operazione». Anche l’assessore ammette che l’ospedale «è datato», però «continua a offrire servizi adeguati». Savino, infine, riserva una frecciata a Franco Zigrino, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria che non aveva mancato di criticare la giunta Tondo: «Ma dov’era lui prima?», domanda. «Non è che l’ospedale nel giro di tre o quattro anni è diventato all’improvviso vecchio e sporco».

È tutt’altro che arenato, invece, il progetto di Pordenone, che beneficia di 155 milioni di euro. Ieri è stata sottoscritta l’intesa preparatoria per rafforzare la viabilità intorno al sito del nuovo ospedale. Il documento, precisa la stessa giunta regionale, rappresenta un passo avanti nel percorso che porterà «entro l’anno» alla sigla dell’accordo di programma per la costruzione del nosocomio. Il testo che contiene aspetti urbanistici, indicando responsabilità realizzative, oneri finanziari e tempi, è stato siglato da Savino, dal sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti, dall’assessore provinciale di Pordenone Antonio Consorti, dai direttori generali dell’Azienda ospedaliera, Luciano Zanelli, e dell’Azienda per i servizi sanitari n°6 (Friuli Occidentale), Giuseppe Tonutti. Presente anche il vice-presidente e neo-assessore regionale alla Sanità, Luca Ciriani. Savino ha sottolineato che si tratta di «un deciso avanzamento del percorso che porterà alla stipula dell’accordo di programma», precisando come «da ora in avanti si dovranno affrontare una serie di passaggi tecnico-amministrativi, che tutti i diversi soggetti coinvolti si sono impegnati a concludere entro settembre».

Pordenone, insomma, veleggia. Anche nelle parole di Ciriani: «L’intesa supera gli schieramenti politici e pone importanti punti fermi. È un fondamentale punto di partenza». E, sottolinea, «non appena Tondo mi ha affidato la delega alla Sanità mi sono adoperato anch’io per sostenere lo sforzo fatto dall’amministrazione regionale in questi anni per imprimere una forte accelerazione a questa intesa, affinchè fosse chiara ed evidente la determinazione dei pordenonesi sul tema del nuovo ospedale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo