«Cattinara, Tondo faccia chiarezza»

«Sono passati dodici anni. E uno ora si domanda: perché certe cose non sono state fatte? Se è vero che Cosolini non ha risposte da Tondo, allora è grave». Parla Roberto Antonione, ex presidente della Regione e padre di quell’idea, poi portata avanti dalla giunta regionale Illy, di creare una “cittadella sanitaria” nel polo ospedaliero di Cattinara. Un progetto lanciato nel 2000 che includeva anche il trasferimento del Burlo. Adesso che Cattinara si svela in tutta la sua arretratezza e degrado e che i nodi ritornano al pettine della politica, il deputato dei “Liberali per l’Italia-Pli” dà man forte al sindaco, poco più di un anno fa suo avversario nella corsa per il Municipio. «Devo dire - precisa Antonione - che in realtà qualcosa è andato avanti, e bene: la città all’epoca aveva strutture discutibili e noi abbiamo avviato la dismissione della Maddalena e del Santorio, oltre che la ristrutturazione del Maggiore. In questo quadro era previsto lo spostamento del Burlo nella terza Torre di Cattinara - ricorda - perché si riteneva indispensabile la cooperazione tra le due realtà. Faccio un esempio: se una mamma partorisce al Burlo, l’assistenza per il bambino è assicurata, ma la madre non avrebbe a disposizione ciò che invece c’è a Cattinara».
Quella di Antonione non è una critica al nosocomio - «funziona e il personale lavora in modo egregio, lo dico io che ho una laurea in Medicina» - bensì una constatazione dell’inadeguatezza strutturale. «Ora la giunta regionale - insiste il parlamentare - deve fare subito il punto della situazione, è assolutamente necessario capire qual è lo stato dell’arte. Perché se è vero quel che dice Cosolini allora qualche problema c’è, significa che Tondo ha assunto un comportamento molto discutibile». Nei giorni scorsi infatti il sindaco esortava chiarezza da parte del presidente della Regione: «Non sappiamo ancora se per ristutturare Cattinara i soldi ci sono o non ci sono», aveva affermato. I fondi sono bloccati a Roma perché, come sembra, nella torta dei 6 miliardi di euro per la Sanità nazionale si sono infilate altre Regioni, al di là di quelle previste negli accordi di programma con lo Stato? Ma Tondo, come aveva esortato il consigliere regionale del Pd Sergio Lupieri, non potrebbe intanto iniziare con le opere propedeutiche, a cominciare dalle modifiche alla viabilità per contemperare cantieri e attività ospedaliera? E il progetto definitivo sui lotti di intervento? «Non so davvero quale sia la situazione a Roma, posso solo dire che oltre un anno fa me ne ero occupato nel periodo della campagna elettorale e all’epoca i finanziamenti erano garantiti. Al momento non si sa che succede e quindi Tondo deve chiarire sugli investimenti e sui progetti - sottolinea Antonione - e dobbiamo sapere anche perché non è percorribile la strada del projet financing, un’idea presentata da Zigrino e che avrebbe consentito di disporre di una base finanziaria. Però - conclude il parlamentare - è passato troppo tempo: la giunta regionale deve rispondere sugli impegni presi e sul percorso avviato. Vedo che a Pordenone si va avanti, mentre Trieste è ingarbugliata».
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