Centrale a gas, dal Comune rigidi paletti

Non trascurare un’attenta valutazione della ricaduta degli inquinanti nel quartiere di Sant’Andrea. Limitare i rumori. Verificare potenziali ostacoli e pericoli per la navigazione aerea. Tutelare il fiume Isonzo in quanto “Area di rilevante interesse ambientale” (acronimo Aria).
Sono queste, in estrema sintesi, le osservazioni che il Comune di Gorizia ha presentato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e, per conoscenza, alla Regione relativamente al progetto di installazione di una nuova centrale geotermica con motori endotermici a gas naturale della potenza complessiva di circa 148 Mwt a Sant’Andrea, nello stesso sito in cui sorgeva un’altra centrale chiusa, smontata pezzo per pezzo e rimontata e resa funzionante in Ghana.
Le apparecchiature saranno localizzate all’interno di un capannone, di dimensioni 37 metri per 25. L’altezza del capannone sarà di circa 16 metri, considerando gli air cooler che saranno installati al di sopra della copertura. Ancora, il capannone presenterà una sala di controllo, un locale per i sistemi ausiliari e una stanza per i compressori. All’esterno invece, in area pavimentata, ci saranno la linea-fumi e i camini (4, dell’altezza di 30 metri), i serbatoi di stoccaggio degli oli lubrificanti e gli appositi bacini di contenimento. Il tutto su una superficie complessiva di 14.430 metri quadrati, quella che appunto era già interessata dalla centrale oggi dismessa.
Ma il Comune ha deciso di mettere dei paletti. «Nonostante si proponga di realizzare la centrale in un luogo assolutamente deputato (la zona industriale e artigianale, ndr) a simili attività, è anche vero che l’impianto non verrà costruito in mezzo al deserto - premette l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Del Sordi -. Quindi, chiediamo che vengano osservate alcune prescrizioni. Intanto, lo studio dell’impatto delle emissioni gassose dell’impianto non può trascurare un’attenta valutazione della ricaduta degli inquinanti sul rione di Sant’Andrea. Eseguita, pertanto, una preventiva caratterizzazione della qualità dell’aria e della meteorologia dell’area di progetto, è necessario effettuare un’elaborazione dei risultati sulla diffusione degli inquinanti focalizzandosi in particolare sul contesto residenziale di Sant’Andrea».
Non solo. Il Comune rammenta che, a poca distanza, c’è l’aeroporto “Duca d’Aosta” che sta conoscendo una nuova vita. E nelle documentazioni presentate dalla società “Tei Energy spa” non è stata prevista alcuna valutazione preventiva in merito ad eventuali interferenze con la navigazione aerea. «È pertanto necessario - spiega Del Sordi - che lo studio preliminare ambientale comprenda anche la verifica puntuale dei potenziali ostacoli e pericoli per gli aeroplani».
Da non dimenticare l’aspetto del rumore che non è per nulla secondario per i residenti di Sant’Andrea. «Vanno confermati - si legge nelle osservazioni al Ministero dell’Ambiente - i valori di emissione individuati nella relazione con un’ulteriore indagine fonometrica. Nell’eventualità di superamenti dovrà essere redatto il “piano di risanamento” come previsto dalla normativa vigente».
Infine, l’Isonzo. Nelle vicinanze c’è un’Aria (Area rilevata di interesse ambientale) ed è necessario prestare la massima attenzione. «Considerato l’impatto sul contesto territoriale (limitrofe aree residenziali e fiume Isonzo) connesso con la costruzione e la messa in esercizio dell’impianto proposto - si legge nel documento - si chiede di valutare l’assoggettamento del piano alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via)».
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