Centro diurno a rischio stop Pioggia di critiche sulla giunta

La Cgil e la sinistra comunale vanno all’attacco del Comune sulla questione centro diurno. Il sindacato, nella sua articolazione di Funzione pubblica, ricorre a un comunicato: «Chiudere il centro diurno di via Udine è una scelta sbagliata e a farne le spese alla fine saranno i comuni cittadini». Prosegue ancora la Cgil Fp: «Spiace in particolar modo dover apprendere che questa scelta porti il nome e il cognome dell’assessore Carlo Grilli, che l’ha pubblicamente rivendicata pur essendo stato in origine tra i promotori di un servizio gestito da oltre un decennio dalla comunità San Martino al Campo. Per tacere del sindaco, che invece sorprende molto meno, e interviene da par suo derubricando il tutto a una questione di stanze d’albergo a parità di costi. Come se le politiche di inclusione e coesione sociale fossero una questione di offerta alberghiera».
Aggiungono i sindacalisti: «Preoccupa e sconcerta questo pernicioso venir meno di ogni elemento di equilibrio nelle decisioni. Il prevalere, nella proposta politica, di una visione esclusiva e dissociata della solidarietà. La diffusione sistematica di pensieri talmente semplici da risultare addirittura imbarazzanti. Solidarietà, compassione, diritti non esistono a compartimenti stagni».
Così invece il comunicato di Rifondazione comunista di Trieste: «Risulta evidente che si tratta di un’operazione becera che contrappone la categoria “giovani” a quella “migranti”, nella classica retorica leghista del prima gli italiani (nel caso specifico i giovani)». E ancora: «Non sappiamo come andrà a finire la vicenda. Auspichiamo che questa scellerata decisione venga ritirata. Rimane però l’amarezza di constatare, ancora una volta, che chi dovrebbe avere a cuore il benessere dei cittadini, usa i più deboli e vulnerabili per i propri interessi elettorali. Perché una volta chiuso il centro diurno, senza tetto e migranti non spariranno. Semplicemente non sapranno dove andare».
Commenta infine il segretario della Federazione Pci di Trieste Paolo Iacchia: «Prosegue l’andazzo di comportamenti e iniziative mirati a umiliare lo spirito di solidarietà verso chi ha bisogno, che caratterizza l’insieme dei cittadini di Trieste. Giustificarsi con la riduzione dei senzatetto “italiani” rende ancor più miserevole la scelta compiuta». —
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