Centro e Carso invasi da sciami di api

Il fenomeno si deve alle nuove regine che con la colonia lasciano l’alveare in cerca di un’altra casa. L’esperto: non c’è pericolo

Dal centro all’altipiano, sotto cornicioni e tetti, sugli alberi e dentro i camini. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco, in questo fine settimana, per la presenza di sciami di api “erranti”. Sabato i pompieri erano intervenuti in via della Valle, via Cologna, via Paisiello, via Damiano Chiesa e al Ferdinandeo. Ieri le segnalazioni si sono concentrate perlopiù in Carso, specie tra Opicina e Contovello.

Un fenomeno del tutto normale, quello della sciamatura, anche se in questo periodo dovrebbe essere già concluso. «Non sta accadendo niente di strano - osserva Bruno Bordon, apicoltore -, si stanno formando nuove regine che vengono seguite da una parte dell’alveare per ricreare la famiglia. È il modo delle api di duplicarsi. Ma quest’anno - aggiunge - in effetti tutto ciò sta avvenendo un po’ più tardi rispetto al solito, perché la famiglie non si sono sviluppate nel pieno della primavera ma leggermente dopo. Il motivo? Forse le temperature e le piogge invernali si sono prolungate troppo e la stagione primaverile è stata più breve. Ma sono ipotesi. Vero è che gli sciami abitualmente partono da aprile a maggio».

Gli insetti cercano rifugio un po’ dappertutto: possono fermarsi sui rami degli arbusti o nei sottotetti, ad esempio, dove si sentono più protetti. Situazioni che, quando si verificano nelle strade del centro o tra le case, destano indubbiamente un certo allarme nella cittadinanza.

Nella maggior parte dei casi i pompieri contattano gli apicoltori. «Normalmente andiamo sul posto con una cassettina - racconta ancora Bordon - e facciamo entrare le api. Se dentro arriva pure la regina, è probabile che anche il resto delle faccia altrettanto. Anzi, è quasi sicuro. Il tutto viene poi portato altrove, distante dal posto dell’intervento, per consentire agli insetti di creare la famiglia in condizioni tranquille. Talvolta veniamo contattati per un intervento, ma quando arriviamo sul posto le api non ci sono già più, perché non sempre restano ferme. Mi è successo anche oggi (ieri, ndr) dopo una chiamata a Opicina. Il problema, comunque, talvolta sono i camini perché possono essere intasati dalla cera».

Non c’è da avere paura, avverte l’apicoltore. «Direi di no. La sciamatura crea un nugolo che fa un rumore fortissimo - sottolinea l’esperto - ed è normale che si possa avere timore. Ma le api, proprio perché sono fuori dal proprio alveare, vanno ritenute del tutto innocue. Direi che anche se si va in mezzo allo sciame, come faccio io, generalmente non accade nulla. Talvolta non utilizzo neppure la maschera. Certo - conclude Bordon - per ragioni totalmente precauzionali chi non è esperto è meglio che non si avvicini. Ma, ripeto, non bisogna spaventarsi».

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