Centro operativo da dieci e lode Ma ora si chiude

RONCHI
Una realtà che è stata messa in piedi nei giorni immediatamente successivi all’avvio dell’emergenza. Ma che ora, almeno per la funzione per cui è nata, può ammainare la bandiera, nella speranza che non si ritorni punto accapo. Il Centro operativo comunale di Ronchi dei Legionari, uno dei pochi funzionanti a pieno regime sul territorio, chiude i battenti, almeno per quel che riguarda l’emergenza coronavirus.
Nei mesi dell’emergenza si è riunito settimanalmente alla guida del sindaco, Livio Vecchiet e ha fatto il punto della situazione, ha programmato le iniziative sul territorio e ha gestito tutto ciò che riguardava l’emergenza.
Un organismo, tra i pochi in regione a essere così articolato e operativo, al quale partecipano i vertici del Comune, con in testa il primo cittadino, il comandante della Polizia locale, commissario Paola Trinco, il maresciallo capo dei carabinieri Mario Egidi, comandante della locale stazione, l’assessore alle politiche sociali Gianpaolo Martinelli, Roberto Dessenibus per l’ufficio tecnico comunale, il consigliere comunale Renato Chittaro (vigile del Fuoco in quiescenza) e la Protezione civile comunale con il coordinatore Michele Micheluzzi.
Nel corso di quelle difficili settimane si sono confrontati su tutte le questioni del proprio settore di competenza, avviando una discussione lunga e costruttiva per mettere a fuoco tutte le cose da fare. Un plauso per quanto è stato fatto è arrivato anche dalla Prefettura di Gorizia. Ma questa è un’esperienza che potrebbe durare oltre. Il Coc, infatti, dovrebbe monitorare costantemente la situazione cittadina e anche prendere decisioni coordinate che riguardino la sicurezza e la salvaguardia dei ronchesi. —
LU. PE.
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