«Ci dissociamo in toto dai “no vax” sanitari»
L’Opi-Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste si dissocia completamente dalla manifestazione di sabato pomeriggio che si è tenuta in piazza dell'Unità d'Italia, indetta dall'associazione “Vaccinare informati” per manifestare contro l'obbligo vaccinale per il Covid-19 imposto agli operatori sanitari. Una presa di distanza completa da parte dell’Ordine guidato da Cristina Brandolin che in una nota ribadisce di volersi dissociare «da questo appuntamento e dall’utilizzo di loghi e simboli, che in qualche modo possano apparire contigui con il nostro Ordine Professionale».
L’Ordine ribadisce l'importanza della vaccinazione «tanto più per la nostra categoria, a tutela dei nostri operatori e di tutti i pazienti fragili che, quotidianamente e soprattutto in quest'ultimo anno di emergenza pandemica mondiale, continuiamo a seguire con professionalità ed empatia». A chi manifesta contro l'obbligo del vaccino «adesso così come in eventuali appuntamenti futuri - prosegue la nota - chiariamo ancora una volta che la professione infermieristica, al pari delle altre professioni in ambito sanitario, ha come fondamento il proprio Codice deontologico, che guida scienza e coscienza degli infermieri verso scelte rispondenti al principio inderogabile della salute della collettività». Il valore delle evidenze scientifiche secondo l’Opi non può venir messo in discussione «da arbitrarie e personali convinzioni tanto più in un contesto così complesso come quello attuale, caratterizzato da una pandemia».
Infine, a chi si definisce orgogliosamente "no vax" l’Opi ricorda «le centinaia di vittime, nel nostro Paese, fra gli operatori sanitari a causa del contagio. Amici e colleghi che, con il vaccino, sarebbero ancora fra noi». —
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