«Ci vorrebbero più eventi per ravvivare quest’area»



Scendere oggi via Rastello e ritrovarsi in piazza Vittoria vuol dire approssimarsi ad un orizzonte commerciale abbastanza sconfortante.

Quel che è peggio, è che se si cambia giornata o stagione la musica resta identica. Tante, troppe ormai le chiusure che caratterizzano ampie parti del Travnik, dove sembrano resistere meglio, in ogni caso, soprattutto i bar. Un caso a parte è la sartoria cinese aperta incessantemente pure la domenica, sempre sommersa di lavoro. Chiediamo quindi soprattutto a chi sta dietro al bancone quali sono le ripercussioni di questa moria che sembra inarrestabile.

Dal bar Bondì si esordisce con un «malissimo» per inquadrare il clima generale. Poi ci sono le specifiche: «Almeno prima, quando qui accanto c’era, ad esempio, la profumeria, qualcuno in più passava. Spesso, quando si va in qualche negozio, si passa a bere un caffè, adesso questo accade sempre meno», raccontano da questa postazione. Segue un’immagine lampante: «Qualche volta arrivano dei turisti e mi chiedono quando aprono i negozi perché vedono tutto chiuso. Io mi vergogno un po’ e gli dico di ripassare per le 15-30, 16. Non capiscono che sono serrande abbassate per sempre».

Lamentele pure dal bar Vittoria ma anche qualche proposta costruttiva. Come si pensa da altri lati della piazza, servirebbero più eventi per ravvivare l’area e manifestazioni come Vittoria d’estate, che pur hanno aiutato, verrebbero viste meglio se potenziate, magari con l’aggiunta di un vero e proprio palco. Qualcuno poi auspica l’arrivo di mercatini e bancarelle per creare un po’ di movimento (ma non proprio davanti ai negozi).

Proseguendo il giro rimangono davvero pochi posti da consultare e non si tratta solo di chiusure temporanee. Ci sono infatti degli esercenti, come nel caso di Agrosementi che optano per gli orari ridotti. O ad esempio nella gelateria Crema e cioccolato c’è un cartello con scritto “Aperto” anche quando è chiuso. Si arriva al Wellington, altro storico bar che dipinge la piazza come un luogo dove manca ormai «un bel negozio come si deve, come pure i parcheggi». Anche da qui si richiedono più eventi. Attraversando ci si imbatte ne “La bottega del vino”, negozio particolare che oltre alle bevande vende prodotti artigianali locali.

«Esistiamo da 19 anni – riporta la commessa -. Prima eravamo in piazza De Amicis ed era molto peggio. Qui va meglio, siamo arrivati da cinque anni però ogni dicembre diciamo: questo è l’ultimo...».

I problemi maggiori, in questo caso, derivano dalle spese fisse e dall’affitto alto. Una situazione che affligge decine di esercenti goriziani che con le locazioni devono combattere mese per mese. Ma è una battaglia impari che al momento non vede soluzioni. —



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