Cinquanta famiglie in città grazie al Gruppo solidale acquistano solo a “km zero”

L’iniziativa
Sono passati dieci anni dalla nascita del Gruppo di acquisto solidale (Gas) “Il Ponte” di Gorizia. Oggi è composto da circa 50 famiglie che hanno in comune, oltre al rifornimento di beni alimentari da piccoli produttori locali, anche una filosofia di vita fatta di scambio culturale, informazione, azioni dirette sulla filiera dal produttore al consumatore e molto altro.
Di tutte queste esperienze si è parlato nei giorni scorsi alla Fondazione Carigo, dove il Gas ha organizzato, in occasione del decennale, il convegno “I significati dell’acquisto consapevole. L’esperienza goriziana”. Ad introdurre la giornata è stata la presidente dell’associazione, Elena Fontanini. Subito dopo, uno dei fondatori, Francesco Marangon, è entrato nel vivo dell’esperienza locale.
«Il primo gruppo di acquisto solidale italiano è nato circa 20 anni fa. Oggi è impossibile capire quanti ce ne siano, ma si stima che sono più di 1000, tutti con diverse articolazioni. Qui a Gorizia si è riusciti a imbastire una rete solida che acquista da piccole realtà, con una particolare attenzione per i prodotti a chilometri zero che sfruttino al meglio i trasporti e gli imballaggi». A Gorizia si riesce a rifornirsi, in questo modo, di un po’di tutto. Elena Fontanini ha fatto riferimento ad esempio a «frutta e verdura fresca, pane, farina, vino, cereali, latticini, uova, prodotti per l’igiene personale» e ancora altro.
Tutti prodotti locali con un’eccezione per gli agrumi di Sicilia. L’orientamento è quello del consumo responsabile, con una predilezione per la genuinità e la prossimità di produttori locali. «Negli anni a cavallo tra il 2007 e il 2008 una nuova coscienza critica si stava impossessando di noi, eravamo in pochi, convinti che acquistare fosse un atto politico e che la terra madre avesse bisogno di un sostegno, di meno inquinamento, di considerazione e cura. E poi eravamo convinti che l’equità si scrivesse proprio attraverso la possibilità di un consumo consapevole e solidale». Questi i principi che hanno fatto scattare il desiderio di dare vita al sodalizio. Nel 2008 l’atto costitutivo, firmato da una decina di persone e poi, nel tempo, si è arrivati alle 45/50 famiglie attuali. Il gruppo si prefigge anche l’approfondimento periodico di temi legati alla produzione agricola, alla sostenibilità o ad altre tematiche di interesse comune con incontri o dibattiti e aderendo a campagne di sensibilizzazione. Per far questo i suoi membri si incontrano mensilmente nella loro sede che da quest’anno è a Farra d’Isonzo, dopo un decennio in città. L’associazione si dà poi appuntamento per ritirare le merci ordinate una volta a settimana. Nel resto del tempo organizza manifestazioni, incontri e seminari. —
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