Controlli straordinari in piazza Libertà a Trieste: identificati e perquisiti tutti i migranti
L’operazione è stata decisa per effetto degli ultimi fatti di violenza: coinvolte circa un centinaio di persone

Gli episodi di violenza di questo ultimo periodo in piazza Libertà, culminati con l’accoltellamento di venerdì pomeriggio, hanno spinto la Questura di Trieste ad adottare ulteriori misure.
Mercoledì sera è stato attuato un dispositivo di sicurezza per certi versi inedito nella zona: i Reparti mobili della Polizia di Stato e la Guardia di finanza con le unità cinofile, con il supporto della Digos e della Polizia locale, hanno identificato e perquisito tutti i migranti che si trovavano nella piazza in quel momento. Un centinaio, complessivamente, i presenti. Non si è registrato alcun tipo di tensione.
Erano le 20.15. Era in corso, come ogni sera, la distribuzione di pasti, indumenti e scarpe da parte delle associazioni umanitarie. I poliziotti e i finanzieri, su indicazione dei dirigenti di coordinamento, prima di cominciare l’attività hanno atteso che tutte le persone ricevessero da mangiare. In tanti, dopo aver preso i sacchetti con la cena e i piatti con le pietanze offerti dai volontari delle onlus, si sono allontanati rapidamente.
Chi è rimasto – una cinquantina, grossomodo – è stato messo in fila e identificato. I migranti hanno mostrato i documenti. Da quanto risulta alcuni hanno fatto richiesta di asilo e sono stati accompagnati in Questura. Una parte è stata perquisita.
Il cane della Guardia di finanza, nel frattempo, ha perlustrato le aiuole al guinzaglio di un militare delle unità cinofile. L’operazione si è protratta a lungo perché si trattava di identificare tutti i presenti.
Il dispositivo di sicurezza messo a segno inaugura una fase diversa per quanto riguarda le attività preventive. Finora, infatti, piazza Libertà rientrava tra le zone di presidio fisso, a rotazione, assegnato alla Polizia di Stato e ai Carabinieri.
Analogamente, come noto, a piazza Perugino, piazza Garibaldi e piazza Goldoni. Tutto ciò alla luce delle risse, delle aggressioni e delle rapine registrate con frequenza preoccupante. Uno strumento, questo del presidio fisso, che rimane. E che, anzi, è intensificato con un rafforzamento dei pattugliamenti.
Ma l’accoltellamento di venerdì pomeriggio, che ha fatto seguito a un altro caso simile avvenuto nelle settimane antecedenti, e sempre in piazza Libertà, ha alzato il livello di allarme. Anche perché è emerso il retroscena di questi fatti di sangue: il giro di droga in mano a gruppi di persone straniere.
Di qui la necessità di mettere a segno un’attività di controllo straordinario con il compito di identificare chiunque frequenti la piazza, in modo che non si trasformi in una zona incontrollata della città. Per l’operazione, cui probabilmente ne seguiranno altre simili, la Questura di Trieste ha ottenuto l’affiancamento del Reparto mobile di Padova.
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