Cisint sul caso Anpi di Viterbo: «Io sto con il generale Riccò»

L’ufficiale aveva abbandonato la cerimonia dopo le accuse dei partigiani all’Esercito. Messo a dimora un cipresso in via Colombo per i Caduti
Bonaventura Monfalcone-04.05.2019 Cerimonia-Via Colombo-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.05.2019 Cerimonia-Via Colombo-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Si schiera con il generale dell’Esercito Paolo Riccò il sindaco di Monfalcone Anna Cisint, che ieri ha espresso la sua solidarietà all’alto ufficiale nel corso della cerimonia organizzata in occasione del 158° anniversario della costituzione dell’Esercito italiano per commemorare i caduti della Grande Guerra.

«Di fronte a parole inaccettabili ha scelto la lealtà, con la schiena diritta», ha detto il sindaco, riferendosi alla scelta del generale di abbandonare, con i propri uomini, la cerimonia del 25 aprile a Viterbo dopo che il presidente dell’Anpi locale, Enrico Mezzetti, aveva accusato i militari internazionali, per cui anche italiani, di aver ucciso più civili che talebani in Afghanistan, citando un report Onu.

In seguito il ministero della Difesa ha aperto un’istruttoria per valutare i fatti e al ministro della Difesa Elisabetta Trenta il sindaco invierà una lettera domani per comunicare la solidarietà al generale Riccò e agli uomini e alle donne che compongono l’Esercito italiano, impegnandosi nel territorio nazionale e all’estero.

Una posizione condivisa ieri dall’assessore regionale alla Funzione pubblica Sebastiano Callari e dai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma che hanno partecipato alla cerimonia che, come nel 2017 e nel 2018, ha visto piantare un cipresso in via Colombo, dedicato sempre ai caduti del primo conflitto mondiale.

Quest’anno a donare l’albero è stata l’Associazione nazionale forestali, rappresentata ieri dal presidente regionale Marvi Poletto. —

La. Bl.

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