Class action contro il “muro” del tennis Condomini infuriati: «Pagateci i danni»

Il complesso Postir vuole fare causa al Comune di Gradisca per inquinamento visivo: «La copertura non andava fatta»



Una class action contro il Comune per ottenere un risarcimento dei danni causati dall’installazione della nuova copertura dei campi da tennis di via dei Pioppi. È quanto potrebbe trovarsi presto sulla scrivania il nuovo sindaco di Gradisca d’Isonzo. A urne appena chiuse e con un’amministrazione comunale ancora tutta da conoscere, i residenti del condominio Postir si dicono pronti a consegnare una bella patata bollente al nuovo primo cittadino, chiunque esso sia. A prennunciare la clamorosa azione è Beniamino Ursic, amministratore pro tempore e inquilino del condominio, nonché candidato consigliere comunale nelle fila del centrodestra e della Lega nella presente tornata elettorale appena conclusasi. Ursic si fa portavoce «della stragrande maggioranza dei condomini» contro la nuova copertura fissa dei campi del Tennis Club Gradisca recentemente inaugurati dalla giunta Tomasinsig dopo un lungo restyling.

Una vicenda che parte molto da lontano, addirittura dal 2009 e dalla penultima amministrazione, quella guidata da Franco Tommasini, che ottenne un corposissimo finanziamento dall’allora assessore allo Sport Elio De Anna per il restyling di due impianti sportivi adiacenti in pieno centro: il PalaZimolo e, appunto, i campi del TC Gradisca. «Forse le due passate amministrazioni avrebbero dovuto avere il coraggio di dire “no, grazie” a quel finanziamento, puntando magari sulla realizzazione di impianti ex novo nella cittadella sportiva di via dei Campi – premette Ursic –. Così non è andata ma i residenti del condominio Postir non hanno mai accettato di buon grado quella copertura».

La ragione è presto detta. E si chiama “inquinamento visivo”. «Ci siamo informati con l’Ufficio tecnico comunale per comprendere se fosse stata chiesta una VIA (Valutazione impatto ambientale, ndr), richiesta rimasta senza risposta. Il Comune ha proceduto comunque con una scelta urbanisticamente scellerata, perché con quella installazione gli appartamenti hanno subito un deprezzamento del valore. In particolare gli inquilini del primo piano si trovano davanti un muro. Aggiungiamoci poi un altro capolavoro urbanistico del complesso come il discusso bocciodromo...», ribadisce Ursic affermando di essersi informato per intraprendere delle azioni legali. «Poiché ci sono due sentenze della Cassazione che tutelano la servitù di panorama, stiamo preparando – sostiene – un’azione collettiva per chiedere il risarcimento dei danni patiti. Qualcuno ha fatto passare la versione che i condomini in fondo avessero digerito l’opera ma posso assicurare che così non è». —



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