La festa del Mondo unito di Duino nel teatro “senza confini”
Al Bonezzi il sipario sull’anno accademico del Collegio fra diplomi e bandiere
La folla in fila ha scandito a lenti passi l’ingresso al teatro Bonezzi di Monfalcone. In sala 250 tra studenti e staff, il pubblico ad assiepare la platea e la galleria. I giovani i veri protagonisti, perché sabato mattina è andato in scena un evento speciale, la location monfalconese scelta da un paio di anni.

È qui infatti che è stata sancita la chiusura dell’anno accademico del Collegio del Mondo unito con la consegna dei diplomi a 89 studenti. L’emozione generale ha raggiunto l’apice, quale ultimo atto della consueta cerimonia che ha segnato il 44.mo anniversario dell’attività scolastica, quando i ragazzi che hanno completato il biennio finale sono saliti di volta in volta sul palco, per ricevere il meritato titolo di studio. Un caleidoscopio di nazionalità, una sessantina di paesi rappresentati, all’insegna della condivisione cementata dalla lunga vita in comune. È questa la cifra distintiva, che tocca corde interiori profonde, comunica umanità, valori, impegno sociale e solidale.
Lo studio e il volontariato
Lo studio è rigoroso, a fronte di selezioni di merito in ingresso e, per almeno il 90% dei casi, grazie alla borsa di studio. Gli studenti, dopo la scuola, si spendono anche nel volontariato, nelle attività culturali, creative e sportive sul territorio. Una “mission”, quella di mettersi in gioco, nell’aiutare le persone con empatia e capacità di ascolto. Portano vivacità e musica nelle case di riposo, visitano i pazienti degli ospedali, aiutano i bambini a fare i compiti, è successo anche al ricreatorio San Michele. Si “sintonizzano” con i disabili, anche in supporto all’associazione “Voi Come Noi”, all’Hospice di Aurisina e tante altre realtà. Attività parte integrante del percorso formativo. Mattinata intensa, in un tripudio di standing ovation e acclamazioni. Sul palco spiccavano le bandiere dei paesi, l’una vicina all’altra appese ai piedistalli, come se i rispettivi colori si fondessero, in uno sguardo d’insieme fortemente simbolico quanto a spirito di integrazione tra culture. Sono 78 le nazionalità complessive rappresentate dalla Scuola internazionale duinese, che ospita 184 studenti.

La serie degli interventi
Per il presidente del Collegio del Mondo unito dell’Adriatico, Roberto Antonione, «in questo tempo storico segnato da guerre, divisioni, paure, e da una crescente sfiducia tra popoli e nazioni, questo piccolo borgo affacciato sul mare continua ogni giorno a realizzare qualcosa di straordinario: giovani provenienti da ogni continente vivono insieme, studiano, discutono, ridono, affrontano difficoltà, crescono insieme».

E ancora: «Ho visto studenti affrontare temi difficili senza odio, nascere amicizie. E ho visto molti di voi assumersi responsabilità ben più grandi della vostra età. Questo collegio aiuta a formare persone consapevoli. Il mondo nel quale state entrando ha bisogno, oggi più che mai, di persone capaci di costruire ponti invece che muri». Ai diplomati le congratulazioni di cuore. Ai docenti e allo staff, al Comune, alla Regione, ai donatori di Borse di studio un sentito «grazie». Un “abbraccio” sincero poi al rettore Khalid El-Metaal, «che si prepara a lasciare il collegio. Kalid ha tracciato la strada»: «Il contributo dei nostri donatori istituzionali e individuali, primi tra tutti la Regione e il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, non sostiene solo una scuola, ma anche una diversa visione del mondo». Guest star Lord Guglielmo Verdirame, prestigioso “alumnus” del collegio, nonché giurista emerito e membro della Hiyse of Lord del Regno Unito.

Lo spettacolo
Letizia Sironic (Croazia, Istria) e Josep William Peter (Olanda), “first year student” (studenti del primo anno del biennio propedeutico al diploma), con spontaneità e abilità istrionica, hanno presentato l’evento.
A partire dall’esibizione del Coro del Collegio del Mondo unito, 70 componenti a dispensare in note vocali un ritmo elettrizzante e contagioso.
L’invito al pubblico, “Sing with us!”, a cantare tutti assieme. Lo spettacolo s’è “convertito” in dance, Afro-Beat, Ballroom, Hip Hop, un’energia potente con i ragazzi a gruppi ad alternarsi sul palco nello stupore generale, tanta era la sincronia dei movimenti, a sprizzare gioia e apprezzamento.
Molte altre le performances degli studenti, come il grande coro finale e persino una canzone degli Abba cantata da due studentesse e danzata dai docenti e dallo stesso rettore.

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