Collini: «Troppi voli pindarici mentre la città sta morendo»
«Il tempo della “narrazione” che fa a pugni con la realtà dei fatti sta per scadere e i nodi di una Gorizia incipriata dalle parole e dai selfie (ma segnata dai fatti) stanno venendo, purtroppo, al pettine. E non bastano le raffiche di annunci ed i proclami quasi quotidiani per distogliere l’attenzione dei goriziani da quella che è la condizione reale, e non virtuale, della città».
Inizia così una durissima presa di posizione di Roberto Collini, già candidato sindaco e capogruppo della lista Percorsi goriziani. «Il disastro dei lavori in corso Italia che ha innescato uno scandalo di dimensioni nazionali; lo schianto dell’aeroporto Duca d’Aosta dopo troppi voli pindarici; il degrado inarrestabile dell’ex ospedale di via Vittorio Veneto (altro che Università Europea o roba simile!); lo svuotamento di Villa Ritter per la fuga dell’università privata Ciels; la vicenda paradossale del caffè Teatro sono alcuni esempi di una sorta di una gestione maldestra o di una politica fatta di “sogni proibiti».
«Ormai tutto a Gorizia sta prendendo la denominazione “di frontiera”. Dai Gusti (una splendida botta di vita da quattro giorni per la città), ai Dolci (che hanno lasciato in molti l’amaro in bocca) alle Birre (una produzione non troppo avanzata nel nostro territorio mentre a Pordenone da martedì ci sarà il Rive cioè una fiera internazionale sul vino) per continuare poi, come è già stato ventilato, con le Pizze, altro prodotto tipico locale», ironizza Collini. Che punta il dito sull’amministrazione comunale. «La regia di tutto questo fiorire di manifestazioni sta tutta racchiusa nel palazzo del Municipio. Ma fuori da quel palazzo, intanto, buona parte della città tira la cinghia. E non solo in senso metaforico. Gli artigiani chiudono bottega; i commercianti del centro abbassano le saracinesche (ma le varianti al piano regolatore conducono dritte alla creazione di nuovi supermercati in periferia); l’industria che ha già lasciato sul campo la “Tex Giulia” ora è alle prese con la grana della “Coveme”».
Problemi che a sentire Collini dovrebbero essere affrontati con senso di responsabilità e con la giusta prontezza da chi è al governo della città. «Insomma, sul piano economico, c’è un continuo impoverimento della città e se non si mette mano con forza ad una politica (quella sì di frontiera) con il rilancio del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (meglio conosciuto con l’acronimo Gect) e lo sfruttamento del comprensorio dell’auto porto in sinergia con il porto di Trieste si rischia davvero un ulteriore ridimensionamento della città». —
FRA.FA.
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