Compagnia portuale: presidente e vice condannati per mobbing a una dipendente

Era stata relegata in uno sgabuzzino e licenziata dopo trent’anni. Sarà riassunta
di Claudio Ernè
Fabio Sanzin e Roberto Vascotto, rispettivamente presidente e vicepresidente della Compagnia portuale, sono stati condannati ieri per aver «mobbizzato» una dipendente della stessa Compagnia. Il giudice Annalisa Barzazi ha riconosciuto la loro responsabilità nelle continue vessazioni subite sul posto di lavoro dalla signora Viviana Pazienza. L’avevano anche messa alla porta, licenziandola dopo quasi trent’anni di lavoro ma la sentenza pronunciata ieri li obbliga alla riassunzione e a un congruo risarcimento danni.


Il giudice ha deciso che la Compagnia portuale e i suoi due dirigenti rispondano «in solido» del danno. In altri termini se il denaro necessario per il risarcimento non dovesse essere disponibile nelle casse della Compagnia, verrà attinto dai conti correnti o dalle proprietà dei due dirigenti. L’avvocato Gianfranco Ziani, legale della dipendente mobbizzata, non ha quantificato in dettaglio l’entità del risarcimento. Analoghi, clamorosi casi di mobbing, come uno che ha coinvolto in passato un dirigente della Camera di Commercio, si sono sempre tradotti in cifre a più zeri. Il giudice Barzazi già ieri ha nominato un consulente che redigerà un rendiconto preciso che sarà oggetto di un secondo provvedimento.


Secondo le testimonianze emerse nel corso dell’istruttoria, Viviana Pazienza prima di essere licenziata, ha subito pesantissime vessazioni. E’ stata costretta a lungo all’inattività e poco dopo ha dovuto reggere ritmi di lavoro forsennati, con orari prolungati al di là dei limiti previsti. Le sono state negate più volte le ferie ed è stata relegata in totale solitudine in uno sgabuzzino. È emerso inoltre che talvolta il suo computer è stato spento appena lei usciva dalla stanza per una qualsiasi necessità. E tutto il lavoro rimasto aperto sullo schermo, andava perso. Roberto Vascotto e Fabio Sanzin hanno sempre negato che la dipendente fosse vittima di una qualsiasi forma di discriminazione e - attraverso il loro legale, l’avvocato Giovanni Ventura - hanno giustificato il licenziamento con la necessità di riorganizzare la Compagnia.


Sta di fatto che Roberto Vascotto e Fabio Sanzin, già dirigente della Filt-Cgil, sono coinvolti come imputati anche in un processo penale nato da una «costola» della vertenza conclusasi ieri davanti al giudice del lavoro. Sono accusati di minacce a pubblico ufficiale per alcune frasi rivolte, secondo l’accusa, a Dinora Korosec, già contabile capo della stessa Compagnia e poi licenziata.


«Questa me la paghi. Ti costerà cara» avrebbero affermato i due dirigenti dopo aver constatato che la contabile si era recata in Tribunale a testimoniare proprio nella causa di lavoro avviata da Viviana Pazienza.

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