Comune: col taglio dell’Ici servizi in difficoltà

Gli uffici: l’Irpef allo 0,8% è necessaria, ma stipendi e inflazione monopolizzano le spese
Tra il 2006 e il 2007 la spesa corrente complessiva del Comune è aumentata di quasi 15 milioni di euro. Ma basta questo a giustificare le alte aliquote Irpef e servizi non sempre all’altezza? La spesa corrente è quella che permette di far funzionare l’ente, con i suoi uffici, scuole, palestre, case di riposo, trasporti, solo per citare alcune voci. Per tutto questo l’amministrazione municipale, lo scorso anno, ha sborsato 279 milioni 140mila euro, mentre l’anno precedente la spesa si era fermata a 264 milioni 234mila euro. La differenza esatta ammonta, quindi, a 14 milioni 906mila euro.


E questo è solo l’esborso «cash», necessario a far andare avanti la macchina pubblica. Si devono poi aggiungere le spese per investimenti impegnate nel 2007 - 90 milioni 530mila euro - per interventi previsti nel piano triennale delle opere pubbliche, così distribuite: strade, fognature e illuminazione pubblica (59,46 milioni di euro); verde pubblico (3,37 milioni); edilizia sociale e scolastica (9,99 milioni); beni culturali e sport (7,71 milioni); patrimonio adibito all’attività dell’ente (10 milioni).


Sommando la spesa corrente a quella per gli investimenti, emerge la spesa complessiva del Comune nel 2007: 369 milioni 670mila euro. Si tratta di dati forniti da Vincenzo Di Maggio, direttore del Servizio Finanziario e tributi dell’ente, estratti dal conto consuntivo del 2007.


Relativamente alla spesa corrente, i maggiori settori di investimento sono stati il sociale (handicap, anziani, nidi - tra l’altro quello più contestato - per totali 75,8 milioni), territorio e ambiente (compresa la gestione del ciclo dei rifiuti, per 37,9 milioni) e istruzione (29,6 milioni).


Perché è cresciuta la spesa? E perché è stata adottata la massima aliquota consentita (lo 0,8%) per l’addizionale Irpef? «Ci sono due motivi alla base dell’aumento della spesa - spiega Di Maggio -. Il primo è legato all’introduzione di nuovi servizi offerti alla cittadinanza, come la casa di riposo Gregoretti, che da sola ha fatto salire la spesa del Comune di un milione di euro. Il secondo corrisponde al fatto che esistono dinamiche inflazionistiche che fanno aumentare i costi». L’ente deve cioè spendere di più per pagare stipendi, appalti, contratti, che dipendono dall’andamento dell’inflazione.


Secondo Di Maggio questi fattori avrebbero reso necessarie tasse più salate. «Se le spese del Comune aumentano perchè stipendi e contratti seguono dinamiche inflazionistiche, altrettanto non vale per le entrate, come ad esempio l’Ici, che restano invariate. Nel tempo si era formato un divario troppo ampio tra entrate e uscite che, sommato a una diminuzione dei trasferimenti di risorse da Stato e Regione, ha spinto il Comune a colmare il gap aumentando la tassazione.


È stata una scelta politica - afferma il dirigente - perchè l’amministrazione ha voluto garantire, qualitativamente e quantitativamente, gli stessi servizi ai cittadini. Un ultimo motivo che spiega l’adozione dell’aliquota massima per l’Irpef è che l’Ici a Trieste, a differenza di quanto accade a Udine ad esempio, non garantisce un gettito fiscale sufficiente, perché non esistono insediamenti industriali e aziende agricole di grandi dimensioni».
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