Comune di Trieste, allarme bilancio Possibili aumenti per l’Imu

Ipotizzato il rialzo delle aliquote dell’imposta sugli immobili per compensare i gettiti in calo. Slitta l’approvazione del documento. Cosolini: «Situazione drammatica»
Lasorte Trieste 31/10/09 - Tommaseo, PD, Tarsu, Cosolini,
Lasorte Trieste 31/10/09 - Tommaseo, PD, Tarsu, Cosolini,

Smantellare la rete dei servizi territoriali, tra cui quelli destinati alle fasce più deboli della popolazione, o procedere all’aumento delle aliquote dell’imposta sulla casa, compresa l’Imu sull’abitazione principale. È il dilemma con cui rischia di trovarsi a fare i conti il Comune di Trieste nei prossimi mesi. La situazione finanziaria del Municipio, infatti, potrebbe rivelarsi così compromessa da richiedere scelte dolorose e impopolari. E vista l’impraticabilità della prima soluzione - specie per una giunta, come quella guidata da Roberto Cosolini, che ha sempre affermato di voler sostenere il settore del welfare -, l’unica strada percorribile pare proprio la seconda: imporre ulteriori balzelli a carico dei proprietari di immobili, in aggiunta a quelli già decisi dal governo.

Manovra

Un rischio che solo qualche mese fa sembrava lontanissimo, e ora invece sta diventando sempre più reale. Colpa, spiegano dal Municipio, della manovra voluta da Monti e dei pesanti effetti che produrrà sui bilanci degli enti locali. Lo dice chiaro e tondo l’assessore alle Finanze Maurizio Consoli che, pur senza entrare nel merito delle cifre, parla di «una molto consistente riduzione delle entrate comunali proprie, legate al passaggio da Ici a Imu, e delle entrate dei trasferimenti ordinari». E lo dice ancor più chiaramente Roberto Cosolini: «Per il Comune potrebbe profilarsi una situazione drammatica, che ci costringerebbe ad alzare il prelievo dell’Imu a livelli che, francamente, non vorremmo raggiungere».

Scenari

La preoccupazione, insomma, esiste, anche se in questa fase non è ancora accompagnata da cifre esatte. A chi domanda quanto verrà a mancare nelle casse del Comune per effetto delle nuove misure del governo e, in particolar modo, dell’entrata in vigore dell’operazione casa, infatti, gli uffici oggi rispondono “dipende”. Da cosa? Dall’esito della concertazione con lo Stato avviata dalla Regione anche per definire i criteri dell’applicazione concreta dell’Imu.

Gettiti ridimensionati

A oggi si sa che il 50% del gettito legato all’imposta sulle seconde case (che fino all’anno scorso per Trieste valeva circa 25 milioni di euro e dal 2012, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali e dell’aumento della base imponibile complessiva, dovrebbe salire a circa 40 milioni), sarà versato allo Stato. Una perdita secca per il nostro Comune di circa 5 milioni, quindi. Ma ancora più consistente potrebbe essere la riduzione delle entrate legate alla prima casa. «Tenendo conto della nuova detrazione di base (cresciuta da 103 a 200 euro ndr) e di quella prevista per chi ha figli a carico (50 euro per ogni figlio fino a un massimo di 400 euro ndr) - spiega Vincenzo Di Maggio, direttore del Servizio Tributi -, molti proprietari di abitazioni principali non pagheranno l’Imu e il Comune avrà un gettito inferiore sia a quello garantito in passato dall’Ici sia al trasferimento fisso di 18,5 milioni di euro che lo Stato, dal 2008 a oggi, versava a titolo di “compensazione” per l’abolizione dell’imposta sulla prima casa».

Saldo zero

In entrambi i casi, dunque, il Comune andrebbe in perdita di parecchi milioni di euro. A meno che - ed è su questo tasto che Regione e Comuni spingono in sede di tavolo di concertazione con lo Stato -, non prevalga il principio dell’invarianza dei gettiti. «In base a tale principio richiamato anche nel decreto - continua Di Maggio -, con l’entrata in vigore dell’Imu i Comuni non dovrebbero rimetterci, ma dovrebbero invece chiudere a saldo zero. Quindi nel caso in cui il gettito della nuova imposta non dovesse uguale a quello della vecchia Ici, lo Stato dovrebbe garantire trasferimenti capaci di colmare la differenza. Solo così - conclude il dirigente - Trieste, al pari di tutti altri Municipi, riuscirà a chiudere il bilancio senza problemi».

Aumento delle aliquote

In caso contrario l’amministrazione, per compensare i minori gettiti dell’Imu, dovrà necessariamente percorrere altre strade. E, non volendo penalizzare il sociale e non potendo più incidere sull’addizionale Irpef (già portata al livello massimo dello 0,8 per mille), non resterà che alzare le aliquote delle imposte sulla casa. Possibilità, questa, prevista dalla manovra Monti, che assegna agli enti locali la facoltà di arrivare fino al 6 per mille sulle prime case e addirittura al 10,6 per mille sulle seconde.

Slittamento del bilancio

Solo una volta chiuso il tavolo di concertazione però, come detto, il Comune potrà tirare le somme e decidere eventualmente se e di quanto aumentare l’imposta sugli immobili. «A confronto ancora in corso - conclude Di Maggio - fare previsioni precise è impossibile». Ed è impossibile chiaramente anche chiudere un bilancio comunale. Di qui la decisione della Regione, inserita nell’ultima Finanziaria, di far slittare di un mese, quindi al 31 marzo, il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci degli enti locali.

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