Il “popolo” dell’aeroporto di Gorizia non ha dubbi: «Cremonini? Una grande opportunità»

C’è chi lavora nell’area e chi la frequenta per vedere atterraggi e decolli. «Per il concerto si respira già l’entusiasmo»

Alex Pessotto
Un’immagine dell’aeroporto Amedeo Duca d'Aosta (TIbaldi)
Un’immagine dell’aeroporto Amedeo Duca d'Aosta (TIbaldi)

Oltre all’attività caratteristica, quella legata alle operazioni di volo concentrata nell’airside, facendo un giro domenicale all’aeroporto c’è ben poco. Da tempo, non c’è più chi viene a fare jogging, al massimo qualcuno può portare a spasso il cane. Per rivitalizzare l’area, il concerto di Cesare Cremonini fissato per il 31 maggio può allora rappresentare un passo decisivo.

«Vivo l’aeroporto da professionista, come istruttore di volo di Elifriulia – racconta Matteo Piovesan, di base a Ronchi dei Legionari ma originario di Treviso –. Per quanto riguarda più da vicino il concerto, sono contento che arrivino sostegni per la riqualificazione di questi spazi, ben vengano risorse aggiuntive per la loro sistemazione, ma, alla stessa maniera, spero che non ci siano impatti, limitazioni operative alla nostra attività. Sì, in quelle giornate auspico di poter continuare a lavorare come sempre».

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Matteo Colella, invece, è all’aeroporto da dipendente Alexa ed è studente universitario di Intelligenza artificiale a Trieste. «Di fondi ne sono già stati stanziati – dice –. Per quest’area ci sono tante idee, tante proposte: vediamo quante verranno realizzate, in quali tempi e che benefici riusciranno a portare al territorio. Intanto, però, il concerto di Cremonini è una grande opportunità per l’aeroporto e per tutta Gorizia. Io sono curioso e contento. Darà lavoro, in primis a ristoranti e hotel. Per il resto, certo, quelle che devono coinvolgere l’aeroporto non sono azioni facili, anche perché l’interesse storico degli edifici è notevole».

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L’area dell’Aeroporto Duca d’Aosta a Gorizia (fotoservizio Daniele Tibaldi)

Sempre nella nostra passeggiata domenicale, abbiamo poi scambiato quattro chiacchiere con Angelo Pagnotta, residente a Fogliano Redipuglia, istruttore di volo e già comandante di linea per la China Airlines. Come pilota, si è formato a Gorizia negli anni Ottanta. «Ho sempre tentato di mantenere vivo l’aeroporto, di farlo risalire e, per questa rinascita, quella del 31 maggio può costituire una buona occasione, anche se si potrebbe fare qualcosa di più, dar vita ad altre iniziative: non ne basta una – commenta –. In ogni caso, al di là dell’evento di Cremonini, la cui validità non discuto, vorrei che venisse valorizzata l’attività caratteristica dell’area, magari attirando altri aeroplani. Sì, l’aeroporto potrebbe funzionare meglio, per esempio con la realizzazione di altre strutture: il potenziale non manca, ma sarà da capire quanto interesse c’è nei confronti di questa riqualificazione. Comunque, sono piuttosto positivo».

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Cesare Cremonini

Franco Marassi, goriziano, è poi all’aeroporto con moglie e figlio, proprio come suo padre, che gli ha trasmesso la passione per questo mondo, faceva con lui. «Il concerto del 31 maggio è una bella opportunità: già vedo l’entusiasmo dei ragazzi che, spesso, devono andare altrove a trovare questa o quella iniziativa. Sì, alle nuove generazioni Gorizia offre molto poco e i concerti hanno grande seguito – dichiara –. Spero quindi che queste occasioni si ripetano e che l’onda di Go!2025 continui a far conoscere la città. Non dimentichiamoci che quanti vengono a Gorizia la apprezzano. Ecco perché occorrerebbe dar vita ad ancora più eventi». —

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