Condannati i trafficanti che rifornivano Trieste di droga da mezza Italia

Chiuso il cerchio sul traffico di droga che dalla Lombardia e dalla Campania riforniva la piazza locale. Il Tribunale ha condannato i pusher, i corrieri e i fornitori arrestati nell’ottobre dell’anno scorso in un’ampia indagine della Squadra Mobile e dei Carabinieri diretta dalla Procura - Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste. Il titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Massimo De Bortoli. Gli indagati commerciavano soprattutto hashish ma, in almeno due casi, è stata scoperta anche della cocaina.

Gli arresti erano stati disposti nell’ordinanza di misura cautelare firmata dal gip Guido Patriarchi.

Nove indagati erano finiti in carcere, otto ai domiciliari. Nel corso dell’operazione investigativa - denominata “White Car” - erano stati sequestrati 115 chili di hashish e 200 grammi di cocaina.

La sentenza è stata pronunciata dal gup Marco Casavecchia in rito abbreviato. Tra le persone condannate figurano alcuni cittadini di origine meridionale residenti a Trieste: Raffaele Ioio (nove anni di reclusione e 38 mila euro di multa), Francesco Menditto (sette anni, sette mesi e dieci giorni e 34.300 euro), Andrea Fiumicelli (sei anni e 25.400 euro), Francesco Paolo Settimio (cinque anni e quattro mesi e 24 mila euro). Condanna anche per altri due residenti a Trieste: Hicham Es Satir (quattro anni e otto mesi e 24 mila euro), originario del Marocco, e Zvjezdana Slokovic (quattro anni e quattro mesi e 22 mila euro), nata in Croazia. Altri imputati, che non vivono a Trieste, hanno patteggiato. Alcuni sono stati assolti. Nel processo è caduta l’ipotesi dell’associazione a delinquere avanzata dall’accusa. La rete è stata scoperta con l’identificazione di piccoli spacciatori e allargata a macchia d’olio ai fornitori più grossi. Gli inquirenti si sono serviti di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel processo sono stati coinvolti vari legali del Foro di Trieste, tra cui gli avvocati Marta Silano, Giovanni Di Lullo, Luca Maria Ferrucci, Leonardo Brizzi, Maria Genovese, Giancarlo Muciaccia, Chiara Valente ed Enrico Miscia.—

G.S.



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